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La Dia sequestra beni a trafficante internazionale di opere d'arte vicino a Matteo Messina Denaro - Trapani Oggi

Castelvetrano | Cronaca

La Dia sequestra beni a trafficante internazionale di opere d'arte vicino a Matteo Messina Denaro

14 Giugno 2024 07:48, di Redazione
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L'imprenditore è indiziato di appartenere alla famiglia mafiosa vicina al defunto boss

La Direzione Investigativa Antimafia, ha eseguito un decreto di sequestro finalizzato alla confisca di prevenzione emessa dal Tribunale di Trapani, che ha per oggetto beni tutelati da interesse storico, artistico ed archeologico. In particolare, si tratta di svariate anfore di epoca tardo romana ed un basamento di marmo riproducente scene mitologiche scolpite su tutti i lati, di età ellenistico-romana, tutti ritenuti di ingente valore, appartenenti ad un trafficante internazionale di opere d’arte, già gravato da provvedimento di confisca per numerosi beni nella sua disponibilità, indiziato di appartenenza a cosa nostra e in affari anche con la famiglia mafiosa di Castelvetrano.

A carico del destinatario del provvedimento emergono numerosi indizi riguardo alla sua pericolosità, caratterizzata dall’essere un soggetto che trae il proprio sostentamento, dalla propria attività delittuosa e lucrogenetica, di trafficante internazionale di reperti archeologici.

Nel corso degli anni era stato già accusato di aver fornito plurimi contributi al funzionamento ed al rafforzamento del sodalizio mafioso e, in merito, erano intervenute le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia.

La misura ablativa, emessa a fronte di una proposta a firma congiunta del Direttore della DIA e del Procuratore della Repubblica di Palermo, ricalca il solco tracciato dai precedenti analoghi provvedimenti scaturiti grazie alle articolate indagini patrimoniali svolte dalla Sezione Operativa della Direzione Investigativa Antimafia di Trapani, la quale ha dimostrato la sproporzione tra le fonti di reddito e gli impieghi del nucleo familiari del destinatario della misura.

Le opere d’arte, saranno affidate per la custodia alla Soprintendenza dei Beni Culturali ed Ambientali al fine di renderle nuovamente fruibili alla collettività.

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