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Politica

La due giorni di Hammamet

21 Gennaio 2020 13:45, di Salvatore Morselli
La tomba di Craxi a Hammamet
Politica
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Venti anni,  per la storia, sono l’equivalente di  un battito di ciglia.
Ma per chi è attento, anche un battito di ciglia rivela qualcosa.
Così i venti anni dalla morte di Bettino Craxi e le cerimonie di commemorazione tenutesi ad Hammamet dove l’esule (o il latitante, secondo i punti di vista) Craxi è sepolto, ci hanno ulteriormente portato ad interrogarci su un periodo della vita della nostra Repubblica vicino dal punto di vista degli anni, lontanissimo per come è cambiata nel frattempo la nostra società e la politica.
La due giorni di Hammamet ci ha mostrato un popolo, quello socialista, che dopo la diaspora è ancora alla ricerca di una casa in cui riconoscersi. Per i socialisti che in Bettino Craxi, con tutte le contraddizioni che la sua leadership aveva evidenziato,  avevano trovato un momento di sintesi e l’affermazione orgogliosa del proprio essere, il ritrovarsi, dopo venti anni dalla morte dell’uomo che aveva incarnato il cuneo che scardinava il bipolarismo Dc – Pci è stato un week end di riflessione. Una partecipazione massiccia, oltre mille persone, di “compagni” che non si vergognavano di chiamarsi tali, che hanno salutato ancora una volta il loro Leader e che si sono stretti attorno alla famiglia.  
Di questo week end, cui abbiamo partecipato, abbiamo tracciato  alcune immagini che si sono fermate nei nostri occhi e nella nostra mente.
Stefania Craxi. È stata lei ad organizzare, tramite la fondazione Bettino Craxi, questo raduno chiamando all’appello quanti hanno ancora a cuore gli ideali socialisti. Una iniziativa a ricordare il padre, ma anche   in cui il “popolo del Garofano” ha riaffermato la propria identità e  ha orgogliosamente rivendicato  la propria storia, rigettando fortemente quel messaggio che in questi anni è passato e che dice “socialisti=ladri”. I socialisti ritrovatisi ad Hammamet sono smarriti, non riescono a digerire la chirurgica operazione mass mediatica che li ha cancellati. Non si sono trovati a loro agio in chi, a destra, Forza Italia, ed a sinistra (?) il Pd,  ha offerto loro ospitalità. Ne sono prova l’assenza totale di rappresentanti del Governo e del Pd in particolare “ non hanno fatto ancora pace con la loro coscienza” ha detto Stefani Craxi che il manrovescio più forte al Partito democratico  l’ha sferrato quando ha ringraziato Giorgio Gori, sindaco Pd di Bergamo intervenuto a titolo personale sfidando le alte sfere del partito. 
Certo, sul fronte opposto c’era qualche rappresentante, la capogruppo al senato Anna Maria Bernini, Forza Italia, per esempio. Ma  chi ha memoria nel Psi non dimentica come Rete Quattro, Tv berlusconiana, con la coppia Emilio Fede e Paolo Brosio proponevano continuamente le dirette dal Palazzo di Giustizia dove, prima dei processi in Tribunale, già si condannava Craxi e con lui i socialisti, o ancora il cappio esibito dalla Lega che ora fa finta di “dimenticare” per inglobare i socialisti di poca memoria. Quella stessa Lega che incappò nel  Processo Enimont che vide Umberto Bossi condannato ad otto mesi con sentenza definitiva. Momento di alta commozione la lettura dei messaggi di Isabel Allende, che ha ricordato il supporto di Craxi a sostegno della causa cilena contro  la dittatura di Pinochet, o del  console rumeno, poco prima della caduta del Muro di Berlino, o ancora l’equilibrio del Psi di Craxi  sulla questione palestinese.
Esempi di una dimensione di Statista internazionale, Watusso in senso assoluto e non confrontato con i Pigmei di oggi. 
La Stampa. Tutte le principali testate giornalistiche hanno dato risalto alla due giorni di Hammamet. In terra tunisina c'erano inviati da tutta Italia e anche da alcune testate di rilevanza europea.
Una attenzione indicativa di come il docufilm "Il Caso Craxi - Una storia Italiana", il film di Gianni Amelio "Hammamet" con Pierfrancesco Savino e i tanti libri (tra cui "L'antipatico"di Claudio Martelli") usciti in queste giorni siano il segnale netto ed inequivocabile che sulla vicenda Craxi occorre fare una ulteriore, profonda, riflessione.  .  
La delegazione siciliana. Sia per viciniorità sia per l’ottimo rapporto che i socialisti isolani hanno avuto con Bettino Craxi, (che aveva rivendicato le sue origini siciliane, con il nonno proveniente da San Fratello, in provincia di Messina)  era la più numerosa di quelle presenti alla cerimonia. C’erano tante figure di primo piano del periodo di maggiore splendore del Psi, da ex assessori regionali,  a ex senatori, da ex  deputati,  a ex segretari provinciali ( vedi i trapanesi Nino Oddo e Salvatore Bongiorno) , consiglieri comunali , funzionari di un Partito che viveva una fase di grande espansione.  
C’erano anche semplici cittadini, tra cui una preside in pensione che, nata in una famiglia socialista e venuta su con questo ideale, smarritasi e trovatasi dentro Forza Italia, delusa  dai berlusconiani, non ha voluto fare mancare la sua presenza e riaffermare la sua formazione personale e culturale.  Tutti a vivere momenti di commozione ricordando il passato, ma anche ad interrogarsi sul presente e sul futuro.
Un futuro politico che, consapevolmente vista l' età non più verde, potrebbe non essere più loro. Ma l’ideale socialista che fa da collante al loro stare assieme, li spinge ad immaginare “ un ritorno del socialismo come forza politica e sociale che tenga assieme un’Italia solidale, economicamente salda e che abbia un ruolo riconosciuto a livello internazionale come lo ebbe negli anni del Craxismo” , citando a tal proposito Sigonella dove l’orgoglio nazionale ebbe il sopravvento su logiche di  rapporti internazionali.  
Bobo Craxi Rivedere assieme Claudio Martelli e Claudio Signorile, i due “delfini”di Bettino Craxi, assieme al figlio Bobo, l’abbraccio di quest’ultimo con Martelli, è stato un tuffo nel cuore per i socialisti presenti. E in tanti hanno cominciato ad interrogarsi se ci sia la possibilità di creare quel luogo  dove fare confluire i socialisti dopo la diaspora, un posto che li faccia sentire “a casa” e non ospiti, accettati ma non graditi, di Forza Italia e del Pd.
Indubbiamente, in un mondo che ormai fa dei social media il luogo deputato alle discussioni, occorre un leader che sui social abbia rilevanza. Il dopo Craxi è stato cosparso di macerie, occorre attingere al periodo di maggiore fulgore. E chi meglio di Martelli che, comunque, i suoi anni li ha? Ma la sua esperienza e la sua saggezza in questo momento forse sono l’unica via percorribile.
A Bobo Craxi in tanti hanno chiesto di provare a convincerlo ad accettare l’ennesima sfida per un rilancio dei socialisti, sapendo che  non sarà facile. Ma l’alternativa è la definitiva smobilitazione non di una corrente politica, ma di pensiero.Perché, come ha detto Bobo Craxi ad un cronista che evidenziava l'assenza di esponenti del Pd e della Lega. " Molti italiani fanno a meno sia del Pd che della Lega e forse anche noi socialisti possiamo fare a meno di entrambi".
La Messa. La Messa di commemorazione si è tenuta nella Chiesa cattolica di Hammamet, piena all'inverosimile, "molti di più di quando si celebrò il funerale", ha detto un cronista presente ad entrambi gli eventi. Il prete officiante ha ricordato la figura di Craxi legandola alla sottoscrizione dei nuovi Patti Lateranensi, un risultato che mantenne buoni i rapporti con la Chiesa pur ribadendo la laicità dello Stato.  
La giovane vice segretaria. Si chiama Francesca Rosa D’Ambra, già tanta freschezza nel nome,  ed è calabrese. È vice segretaria nazionale del Psi, molta voglia di fare, tipica dei giovani, ma anche tanto, tantissimo da apprendere.  In un mondo socialista che ad Hammamet ha mostrato impietosamente di essere composto da uomini e donne con tantissime rughe sul viso, una ventata di freschezza ci sta . Il mondo socialista ha tanto, tantissimo bisogno dei giovani. 
Gli italiani ad Hammamet La storia di Bettino Craxi e la sua vicinanza alla Tunisia e ad Hammamet in particolare hanno creato una forte attrattiva per questa zona per tantissimi italiani. Che ci vengono spesso in vacanza, ma, da qualche tempo hanno anche deciso di venirci a vivere. Lo hanno fatto dal Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Campania e tantissimi dalla Sicilia, separata dalla Tunisia da appena 45 minuti di volo con un Atr 72 della Tunis Air. Cercano e trovano casa, ci abitano per un periodo di oltre sei mesi, ricevono qui la loro pensione, pagano le tasse in Tunisia, una aliquota di gran lunga inferiore a quella in Italia, rivalutando di fatto i  loro emolumenti, bel tempo, buon mangiare. “Ci sto benissimo” mi hanno detto un milanese ed un mazarese che ho incontrato “ e sono pentito di non averci pensato prima. Tornare in Italia? Il Bel Paese, visto da questa sponda del Mediterraneo, è lontano, lontanissimo”. Certo, la situazione politica di incertezza che c’è in Tunisia non li fa stare oltremodo sereni. Ma confidano nella voglia che ha la popolazione di dare sempre più una vocazione turistica alla loro nazione, aprendosi sempre di più all’occidente.         
Camel. È  una delle figure del craxismo non politico. È il custode della tomba di Craxi al cimitero cattolico di Hammamet. Presenza costante, arriva la mattina, pulisce la tomba, mette a posto il registro delle firme che poi ritira la sera. Racconta a tutti che per lui Bettino Craxi è stato padre, gli ha pagato un intervento chirurgico che non poteva pagarsi, è guarito, ed ora continua, anche da morto, a mantenerlo, perché lui vive dei contributi, volontari, che gli danno i tanti e tanti visitatori della tomba di Craxi.
 
 

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