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Marausa

La "Giornata del vento" per ripensare l'uso delle energie pulite

14 Giugno 2013 12:45, di Redazione
La "Giornata del vento" per ripensare l'uso delle energie pulite
Cultura
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Domani, in tutta Europa, si festeggia il 'Wind day', la Giornata del vento promossa dall'Ewea (Associazione europea dell'energia eolica) e dal Gwec (Global wind energy council). Anche nel nostro Paese l'Anev (Associazione nazionale energia del vento) organizza attività ed eventi sul tema che, quest'anno, è l'eolico e le sue potenzialità "per combattere la crisi climatica e contribuire a raggiungere gli obiettivi europei di produzione di energia da fonti rinnovabili decisi per il 2020". Secondo una stima di Legambiente, in uno scenario "realmente sostenibile", l'eolico potrebbe arrivare a garantire il 10 per cento dei fabbisogni elettrici italiani complessivi. Il quadro attuale parla di 8.383 Megawatt installati in Italia che, nel 2012, hanno consentito di coprire le necessità di oltre 5,2 milioni di famiglie, con 13,2 Terawatt/ora prodotti. A maggio di quest'anno, in base ai dati forniti da Terna, l'eolico ha garantito il 5,9 per cento della produzione elettrica italiana, facendo registrare un incremento di oltre il 44 per cento rispetto allo stesso mese del 2012. In Europa i primi cinque Paesi per potenza installata sono la Germania (31.308 MW), la Spagna (22.796 MW), il Regno Unito (8.445 MW), l'Italia (8.383 MW)e la Francia (7.564 MW). In rapporto al numero di abitanti, però, al primo posto si piazza la Danimarca seguita da Spagna, Irlanda, Portogallo, Svezia e Germania. Anche in base all'estensione del territorio è sempre la Danimarca a piazzarsi prima, seguita da Germania, Olanda, Portogallo, Spagna e Belgio. Dice il presidente di Anev, Simone Togni: Il punto fondamentale da cui il settore dell’energia deve ripartire è l’ottimizzazione e la razionalizzazione degli incentivi, privilegiando le fonti più virtuose". Ma da Legambiente arriva l'allarme sul blocco dello sviluppo delle fonti pulite, nonostante - spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente dell'associazione - "l'Italia abbia tutto da guadagnare nel puntare sull'eolico". I fattori principali che ostacolano la diffusione di questa fonte energetica sono rintracciabili, secondo Zanchini, nella "burocrazia e un incredibile caos normativo", oltre che nella mancanza di "linee guida" e della "pressione delle lobby delle fonti fossili". I benefici ambientali ed energetici dell'eolico, spiegano dall'Anev, sono calcolabili per il futuro in quasi 30 milioni di barili risparmiati al 2020. Attualmente ci si ferma a sotto i 20 milioni. Le emissioni in atmosfera evitate superano i 9 milioni di tonnellate di CO2; al 2020 potrebbero sfiorare i 15 milioni. Anche sul fronte dell'occupazione il settore eolico si rivela vantaggioso: attualmente sono 40.000 gli addetti, con una crescita media di 5.000 posti all'anno. Una crescita importante che porterebbe a raggiungere i 66.000 posti di lavoro sarebbe il raggiungimento del target di 16.200 MW, fissato per il 2020, cosa che porterebbe il vento a coprire il fabbisogno elettrico di 12 milioni di famiglie e a un miglioramento della qualità dell'aria: sarebbero ben 23,4 milioni le tonnellate di CO2 in memo immesse nell'atmosfera.

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