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Cronaca
Paceco

La mia coscienza mi dirà se dimettermi o meno

16 Luglio 2020 20:56, di Salvatore Morselli
La mia coscienza mi dirà se dimettermi o meno
Cronaca
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Dimettermi da sindaco è una valutazione che è affidata alla mia coscienza. Ci sto riflettendo e attendo gli sviluppi della vicenda”.Questa in estrema sintesi la dichiarazione del sindaco di Paceco Giuseppe Scarcella al consiglio comunale convocato per stasera per discutere sulla vicenda che ha visto il sindaco raggiunto da un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa (art.416 bis). 
Il sindaco, secondo gli inquirenti, avrebbe incontrato dando la disponibilità ad aiutarlo in alcune pratiche il pregiudicato per mafia  Mariano Asaro cui si sarebbe rivolto con un deferente Don.
Nella ordinanza sono citati luoghi e date. Scarcella ha prima ricostruito i passaggi temporali che l’hanno visto soggetto a perquisizione nella sua abitazione, nel suo studio (è avvocato) e negli uffici del comune. Successivamente si è recato al comando dei Carabinieri in via Orlandini dove non avrebbe risposto alle domande dei militari dell’Arma avvalendosi della facoltà di non rispondere in quanto non era a conoscenza degli addebiti.
Successivamente, “per rispetto della istituzione”, si è dimesso da presidente del  “Consorzio trapanese per la Legalità e lo Sviluppo. “Essendo venuto a conoscenza dei fatti addebitatimi, sono in attesa di essere convocato dal magistrato a cui chiarirò tutto e ne uscirò pulito” ha detto il sindaco. Nel suo intervento Biagio Martorana, a nome della opposizione, ha detto di sentirsi “in disagio per il motivo per il quale ci troviamo qui riuniti. Prendiamo atto della dichiarazione del sindaco a cui dal punto di vista umano  diamo la nostra solidarietà. Ma è chiaro che occorre chiarezza e che se purtroppo per lui Scarcella non potesse dimostrare l’estraneità ai fatti il passo indietro è opportuno, anche in considerazione dei tempi lunghi che porterebbero alla definizione processuale della vicenda”.
Il consigliere di maggioranza Stefano Ruggirello ha espresso anche lui solidarietà al sindaco e quindi ha letto un lungo ed articolato intervento in cui non ha risparmiato critiche alla classe politica alla magistratura ed ai mezzi di informazione.
Fuori dal consesso del consiglio, l’intervento, chiesto e concesso, al segretario del Pd Gianfranco Reina che, pur augurando al sindaco di dimostrare la sua estraneità, ha ricordato come il suo partito a Erice, con una propria iscritta, ha chiesto di fare un passo indietro.
Poi ha estrapolato alcuni passaggi della ordinanza, quelli in cui pesantemente il sindaco veniva tirato in ballo.
Un intervento stigmatizzato dall’assessore Matteo Angileri, che ha visto le dichiarazioni di Reina come una continuazione della campagna elettorale “che avete perso e sulla quale dovete interrogarvi”.
Solidarietà al sindaco  anche da un altro assessore, Gianni Basiricò, che si è spinto più avanti, dicendo di non credere a queste accuse.
“ Da uomo delle istituzioni (è un componente della Guardia di Finanza) che per dieci anni ha lavorato all’antimafia mi sarei accorto se ci fosse stato qualcosa. Non ho mai avuto nessun sospetto che il sindaco possa essere coinvolto con la criminalità. Ogni giorno noi vediamo decine di persone, molte di queste neanche le conosco”.
Sin qui il consiglio comunale che tornerà alla attività normale.
In attesa che il sindaco venga sentito dai magistrati. Allora, e solo allora, si saprà quale il futuro dell’amministrazione comunale.  

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