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La strana vicenda Enac-Ryanair. Monta la protesta sul web

29 Dicembre 2009 14:55, di Ornella Fulco
La strana vicenda Enac-Ryanair. Monta la protesta sul web
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Trapani, 29 dicembre 20o9 - I nostri articoli messi on line sulla vicenda Enac - Rynair sono stati tra i più cliccati, a dimostrazione di come il problema, soprattutto tra i trapanesi, quelli residenti e quelli fuori isola che quotidianamente si collegano al nostro sito, sia tra i più sentiti.  Intato oggi,  a dimostrazione di come non si tratti di una semplice querelle tra Enac e Ryanair, è sceso in campo nientemeno che il Tg1 che nell'edizione delle 13,30 ha trasmesso un servizio di circa tre minuti con una lunga dichiarazione di Alessio Quaranta, direttore generale del'Enac, che ha espresso le ragioni dell'Ente che dirige. Della posizione della Ryanair, solo un accenno, peraltro sottolineando come la decisione della compagnia irlandese potrebbe generare richieste di danni da parte degli scali aeroportuali (si citava Pisa), che ne uscirebbero danneggiati. Una sorta di, neanche troppo malcelata, minaccia di ritorsione. Ma anche i motori di ricerca si interessano della questione e prosperano articoli sulla diatriba tra la compagnia low coast e l’ente nazionale di aviazione civile, ma sinora nessun articolo fa riferimento alla presa di posizione di politici ed amministratori. Cosa strana,  visto che qualsiasi movimento soltanto annunciato dalla Ryanair veniva commentato da “padrini” pronti a mettersi la medaglietta al petto e rivendicare la propria “incessante azione a supporto dell’economia della zona, del turismo “ e bla bla bla. Ora, silenzio assoluto, qualcuno direbbe, assordante. Per fortuna, sulla rete internet viaggia anche una contro informazione, ma che è comunque spesso da prendere con le molle, visto che non tutto quello che si scrive è documentato per certo o documentabile. Per questo, qui di seguito riportiamo quanto pubblicato sul sito http://ilkaleidoscopio.blogspot.com che commenta così l’interessamento forte e pressante di Enac sulle compagnie low coast e che, dopo aver ricostruito la vicenda che ha portato Ryanair a sospendere dal 23 gennaio i voli nazionali in Italia, cita,  dal focus dell’Istituto Bruno Leoni “La chiusura di Ryanair: il ruolo dell’ENAC e di Alitalia”: Èchiaro che la decisione dell’ENAC si basa su una sentenza legislativa. Il problema della compagnia irlandese è che ha sviluppato un software per il check-in online nel quale è possibile inserire solo uno dei due documenti prima citati. Tuttavia un passeggero Ryanair nel momento in cui decide di viaggiare con questa compagnia accetta dichiaratamente di presentare solo i documenti richiesti dal vettore stesso. Èil cliente che clicca per accettare queste condizioni nel momento del check-in online. Un viaggiatore è libero di viaggiare con una qualunque altra compagnia e comunque è sempre al corrente che Ryanair non accetta documenti diversi dalla carta d’identità e passaporti. L’ENAC vuole imporre una misura che sfavorisce Ryanair, ma è chiaro che la decisione della compagnia non inficia sulla libertà di viaggiare dei cittadini italiani. Questi dovrebbero essere tutti muniti di un documento d’identità e accettano di viaggiare a determinate condizioni su un volo del vettore”. Sin qui l’Istituto Bruno Leoni. Ma chi c’è dietro questo Istituto? Non certamente,  visto che contestano una decisione presa dal'Enac e da un ministro del  Governo Berlusconi, i "comunisti" o i "rossi", visto che promuovono " una discussione pubblica più consapevole ed informata sui temi dell’ambiente, della concorrenza, dell’energia, delle liberalizzazioni, della fiscalità, delle privatizzazioni e della riforma dello Stato sociale" volendo "rappresentare un pungolo ed una risorsa per la classe politica, stimolando nel contempo una maggiore attenzione e consapevolezza dei privati cittadini verso tutte le questioni che attengono le politiche pubbliche e il ruolo dello Stato nell’economia".  Per loro è importante " dare maggior respiro alla società civile, restituire risorse all’economia, liberare la concorrenza e gli scambi e così costruire più benessere e ricchezza per tutti", descrivendosi così “ La nostra filosofia viene associata a diverse etichette: “liberale”, “liberista”, “mercatista”. Ed inoltre, il professor Andrea Giuricin, autore del focus, fa notare che “L’Enac negli ultimi anni non si è proprio comportato come regolatore indipendente e la politica ha dato in diverse occasioni di voler favorire un determinato vettore. La stessa politica ha più volte agito per cercare di limitare la concorrenza delle compagnie low cost per favorire il vettore nazionale, Alitalia. La chiusura di Ciampino è solo un esempio, ma anche il piano degli aeroporti, che serve a regolare in modo che le low cost abbiano maggiori difficoltà ad entrare nel mercato italiano, è certamente un’altra esemplificazione di come la politica voglia sempre intervenire. Ryanair ed Easyjet, grazie alla loro efficienza, stanno “rubando” sempre maggiori quote di mercato non solo sulle tratte europee, ma anche sul mercato interno italiano. E qui nascono le maggiori difficoltà di Alitalia, che nel 2009 avrà perdite operative (non nette che saranno superiori) probabilmente superiori a 300 milioni di euro. La concorrenza sul mercato interno delle low cost non permette di attuare il piano di rilancio del vettore nazionale e non è un caso dunque che si stia facendo di tutto (politica ed Enac) per limitare la competizione.” E conclude “ma non è forse meglio favorire la concorrenza per il benessere di tutti i viaggiatori che favorire una sola compagnia con regolamenti, leggi e piani molto politici e poco di mercato, che riflettono interessi particolari?” In conclusione, sul blog, una sola domanda. Fischieranno le orecchie al ministro Matteoli, che casualmente ha un figlio pilota dell’Alitalia, e ad Alessio Quaranta, direttore generale dell’Enac, figlio del giudice costituzionale Alfonso Quaranta ?

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