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L'Ars approva l'articolo sul reddito minimo

14 Gennaio 2014 17:57, di Ornella Fulco
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Il reddito minimo per le famiglie più povere è realtà. L’Assemblea regionale siciliana ha approvato l’articolo 41 della legge di stabilità regionale c...

Il reddito minimo per le famiglie più povere è realtà. L’Assemblea regionale siciliana ha approvato l’articolo 41 della legge di stabilità regionale che lo istituisce. Grazie a questa norma, riscritta dal Governo, come ha precisato il governatore Crocetta, le famiglie al di sotto di una certa soglia di reddito potranno ricevere un assegno non superiore ai 400 euro. Il "Sostegno all’inclusione attiva” - per il momento previsto solo per il 2014 - viene istituito con un fondo da 15 milioni di euro, che sarà alimentato dai ribassi d’asta relativi ai contratti di servizio stipulati dall’amministrazione regionale. Un milione di euro, in particolare, sarà destinato alle strutture accreditate presso l’Agea (Fondazione Banco alimentare-Banco delle opere di carità) che operano in Sicilia per l’organizzazione di servizi di emergenza alimentare. Le modalità di accesso al fondo e di integrazione al reddito saranno definite con decreto dell’assessorato alla Famiglia entro quattro mesi. "C’è da augurarsi che lo stanziamento di 15 milioni venga previsto, anche in misura maggiore, in ogni esercizio finanziario della regione - ha commentato il relatore in aula dell'articolo, il parlamentare trapanese del gruppo "Il Megafono", Nino Oddo - ma sono soddisfatto per dato avvio una nuova forma di politica per l’inclusione sociale”. Quello introdotto non è un reddito di cittadinanza rivolto indistintamente a tutti – da sempre cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle - ma un sostegno ai poveri, identificati come tali, da accertamenti che saranno effettuati secondo criteri articolati e omogenei a livello nazionale. La norma è stata oggetto di critiche e non solo da parte dei grillini che intendevano erogare 450 euro al mese a persone e famiglie "attraverso centri per l'impiego, quindi comuni, quindi Regione - ha detto il capigruppo del M5S Giancarlo Cancelleri - così, invece, non c'è metodo, si sta creando un bacino di precariato". Da alcune parti all'interno del Pd sono arrivati inviti a ritirarla: "Questa norma non assicura trasparenza circa l’utilizzo delle somme – ha detto Giovanni Panepinto – e rischia di rispolverare vecchie logiche assistenzialiste e clientelari. Favorevole, invece Fabrizio Ferrandelli (Pd): "La norma a sostegno delle famiglie povere è giusta - ha detto - ma occhi aperti. Chiedo all'assessore la massima vigilanza per evitare che gli estorsori di voti e di diritti, soprattutto nelle periferie, speculino sulla disperazione e sul bisogno della gente per barattare voti o per fare affari, a cominciare per esempio, dalla richiesta di denaro per la compilazione di moduli e per seguire l'iter della pratica".

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