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L'Associazione “Salviamo la Colombaia” “Una sola consapevolezza: mai la resa” - Trapani Oggi

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L'Associazione “Salviamo la Colombaia” “Una sola consapevolezza: mai la resa”

07 Gennaio 2013 18:31, di Salvatore Morselli
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Torna alla carica Luigi Bruno, presidente dell’Associazione “Salviamo la Colombaia” di Trapani che lamenta la mancanza di buona volontà e l'apporto de...

Torna alla carica Luigi Bruno, presidente dell’Associazione “Salviamo la Colombaia” di Trapani che lamenta la mancanza di buona volontà e l'apporto determinato e determinante degli uomini politici trapanesi, appartenenti a qualsiasi partito politico, ma pur sempre trapanesi, che, approfittando del nuovo assetto politico regionale, potrebbero offrire il loro supporto, potrebbero iniziare, tra gli altri impegni, una battaglia politico/amministrativa in favore della Colombaia. Bruno ricorda come l’inizio dei lavori per la messa in sicurezza della Colombaia, dopo assurde, almeno per la gente comune, vicende fatte di passaggi della proprietà, di assegnazione del denaro necessario e delle vicende legate alla gara di appalto ci ha dato lo spunto per iniziare un discorso più incisivo per parlare del suo futuro, di quel futuro vagheggiato dall’Associazione e dai cittadini trapanesi. Con tutta la buona volontà espressa nel corso dei suoi lunghi anni, dieci, l’Associazione Salviamo la Colombaia- scrive Bruno- non è ancora riuscita a pervenire al definitivo risultato per la progettazione della ristrutturazione e la relativa destinazione d’uso, nonché al rispettivo reperimento dei fondi necessari. Se ne parla da tanto tempo ma nessuno assume la decisione di dare avvio ad un programma e di conseguenza ad un progetto esecutivo che possano rendere ragione. Pertanto quale sarà il futuro della Colombaia? Domanda che potrebbe sembrare retorica – continua Bruno-ma che è impegnativa, che scaturisce dal cuore e dalla mente di quanti hanno seguito l’itinerario tracciato dall’Associazione,che nasce , comunque, nell’impeto della ricerca di questo futuro, da condividere con tutti e da sottrarre alle pastoie burocratiche che attanagliano una struttura che sente il bisogno di rivivere. Interrogarsi sul futuro della Colombaia significa gettare le basi per le azioni future e che per ora rappresentano un momento di grande valenza per l’economia e la cultura della nostra città, anche se il momento di crisi che attanaglia la nostra nazione non fa sperare gran ché. Vorremmo realizzare, - conclude Luigi Bruno- con l’aiuto della gente comune, che come noi ama la Colombaia, un forte polo di attrazione ed un punto di riferimento per la cultura e per l’economia della città, per fare questo è necessaria l’adesione di tutti alla nostra Associazione, perché è con i numeri che si vincono le battaglie. Questo appunto scaturisce dal nostro impegno per il futuro da condividere con tutti e sotto certi aspetti per cercare di sottrarlo alle istituzioni, le quali, a quanto pare, sempre legate dalle pastoie burocratiche, rallentano un itinerario che si fonda sulla esigenza di dare alla città una struttura che contribuirebbe al suo sviluppo sia dal punto di vista culturale, sia economico, sia turistico al fine di dare una immagine ancor più positiva. Purtroppo vari "incidenti" di percorso non hanno permesso ancora l'inizio dei lavori di messa in sicurezza. Così come è stato difficile conseguire i risultati fin qui ottenuti come la sdemanializzazione ed il successivo passaggio alla Regione siciliana, il riconoscimento da parte del FAI quale monumento da salvare, il riconoscimento di 600 mila euro per la messa in sicurezza, le mostre di fotografie in città,a Malta ed a Monterey (California), la copertina dell'elenco telefonico "SI", i convegni, i concorsi fotografici e di pittura, e tutto il "battage" di carattere divulgativo , nonché il riconoscimento da parte di alcune istituzioni coinvolte nella problematica, riteniamo sia ancor più difficile conseguire il risultato definitivo. I progetti e le idee per l'uso che se ne dovrà fare ci sono, la ricerca spasmodica di denaro che, secondo i si dice, non dovrebbe rappresentare il maggior problema.

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