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Trapani

Lavoro e sviluppo, la denuncia dei sindacati

02 Novembre 2015 10:32, di Niki
Lavoro e sviluppo, la denuncia dei sindacati
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I giovani senza lavoro sono oltre il 50 per cento e la percentuale di “scoraggiati” per il segmento giovanile raggiunge il 73,1 per cento. Grave anche la contrazione delle imprese che, nell'ultimo anno, si sono ridotte dell’11,4 per cento. Dal quadro emerge, inoltre, una situazione preoccupante per i pensionati. Circa 30 mila vivono con la pensione minima di sole 500 euro. Questo il quadro emerso dalla manifestazione organizzata sabato scorso da Cgil, Cisl e Uil per sollecitare al Governo regionale "una svolta per evitare il fallimento economico, sociale e amministrativo del territorio". Tante le testimonianze, che si sono alternate sul palco del cine-teatro Ariston, dei lavoratori dei settori più in crisi, come l'edilizia e il commercio, l’agroalimentare; non sono mancati i precari della pubblica amministrazione e i pensionati. I tre segretari di Cgil, Cisl e Uil Trapani, Filippo Cutrona, Salvo Morabito ed Eugenio Tumbarello hanno lanciato l’allarme per la situazione di stallo economico in cui versa la provincia di Trapani e illustrato le proposte per rilanciare il lavoro, contrastare la disoccupazione, dare impulso ai settori produttivi e affermare la legalità. “La manifestazione odierna - ha affermato Tumbarello - non vuole essere soltanto un momento di protesta per quello che non funziona in Sicilia, ma intende porsi soprattutto come un momento di proposta. Chiediamo al Governo regionale di affrontare con serietà ogni criticità di questa terra, e intendiamo farlo rivolgendoci ai deputati di questa provincia che per esperienza conoscono il territorio e che hanno il dovere di tutelarlo. E’ il momento di cambiare rotta, se questo Governo non è all’altezza passi la mano”. I dati occupazionali illustrati durante la manifestazione confermano l'impoverimento del territorio. “La carenza infrastrutturale, con gli attesi interventi del porto, e i collegamenti fra aeroporti, la rete ferroviaria da rilanciare, non può di certo sostenere quella esigenza di sviluppo del turismo del quale la città dovrebbe vivere, troppi i settori in crisi, scarse le politiche sociali – ha sottolineato il segretario generale della Cisl Palermo Trapani Daniela De Luca - bisogna dare la scossa ad una politica che a tutti i livelli sembra del tutto avviluppata nei propri interessi e negli equilibri interni per rendersi conto che le nostre città sono allo stremo”. Tra le proposte per uscire dall’impasse e garantire sviluppo nel Trapanese ci sono un piano integrato per il commercio e il turismo, un piano straordinario per le infrastrutture, il rilancio della cantieristica navale, dell'agricoltura e del territorio e la contrattazione sociale a tutela dei lavoratori, dei pensionati, dei disoccupati e dei migranti, lo sblocco dei cantieri edili, soluzione per il precariato pubblico, salvaguardia dei diritti alla salute, studio, accoglienza e mobilità. “In un territorio fortemente permeato dalla presenza della mafia – ha dichiarato Filippo Cutrona – è necessario affermare costantemente il valore della legalità. In provincia di Trapani il malaffare continua a frapporsi allo sviluppo del territorio soffocando le realtà produttive sane e creando disoccupazione e povertà. Trapani è uno dei territori con il maggior numero di imprese sequestrate e confiscate alla mafia ma occorre dare un segnale forte affinché esse continuino a essere produttive e a garantire lavoro. Al Governo regionale chiediamo una volta per tutte di governare”.

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