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Le cooperative sociali della provincia sul flusso immigrazione

09 Agosto 2018 16:56, di Redazione
Le cooperative sociali della provincia sul flusso immigrazione
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Le Cooperative sociali della provincia di Trapani, in gran parte aderenti a ConfCooperative, con una nota intervengono sull’attuale momento che contraddistinge il loro lavoro a supporto degli immigranti. In una nota esse sottolineano come “ da più di 10 anni il movimento fornisce il suo contributo alla gestione sia dei flussi migratori, che del sistema di accoglienza e integrazione sociale dei migranti, siano essi rifugiati o migranti economici. In molti casi, specialmente all’inizio dell’ “Emergenza Migranti” tale contributo è stato espressamente richiesto e caldeggiato dalle varie Autorità pubbliche, a cominciare dalla stessa Prefettura di Trapani, nella consapevolezza che solo la collaborazione fra Pubblico e Privato sociale avrebbe potuto, in tempi brevi, dare risposte adeguate, all’esplosione del fenomeno. "Non si trattava - prosegue la nota - solo di dare “ospitalità” alle migliaia di immigrati che da allora sono passati nel nostro territorio, ma soprattutto di mettere in atto tutte le strategie sociali necessarie ad evitare un eccessivo impatto sulle Comunità Locali. Da questo punto di vista possiamo certamente affermare che il modello di accoglienza diffusa, che per prima la Provincia di Trapani ha saputo strutturare in Italia, è stato un evidente deterrente contro fenomeni di devianza, intolleranza, razzismo e xenofobia. Infatti nonostante il numero elevato di presenze di adulti nei centri CAS e SPRAR e di strutture che accolgono minori stranieri non accompagnati, nonché la presenza dell’Hotspot sul territorio, non sono stati mai registrati eclatanti episodi di protesta, di intolleranze, di aggressione, di razzismo e di xenofobia e d’altro canto non si sono registrati fenomeni di aumento generalizzato della criminalità da parte degli stessi immigrati, che anzi in molti casi sono anche stati accolti dal sistema produttivo della provincia. Questo grande sforzo collettivo e integrato, che evidentemente non si è limitato a sole questioni di “ordine pubblico” ma ha richiesto approcci sociali multidisciplinari,- continua la nota - è stato possibile grazie al lavoro di circa 700 operatori del settore sociale che quotidianamente lavorano al fine di garantire un servizio professionale, e dietro i quali possiamo contare altre centinaia di lavoratori di aziende dell’indotto che in questi anni hanno erogato le diverse forniture necessarie al servizio di accoglienza. Le nostre cooperative, hanno sempre garantito servizi qualitativamente elevati anche in condizioni di evidente difficoltà quali, in primis, i ritardi dei pagamenti (con un accumulo di almeno 6 mensilità). Ciononostante, negli ultimi mesi, abbiamo, nostro malgrado, dovuto registrare un irrigidimento delle Autorità Pubbliche, in particolare della stessa Prefettura di Trapani, nei confronti delle Cooperative/ Enti Gestori, soprattutto quelli impegnati nella gestione dei CAS, con controlli dal nucleo NAS dei Carabinieri ASP; Vigili del Fuoco; Ispettorato del Lavoro, Questura, ecc…. Peraltro i vari controlli hanno sempre dato esito positivo a ulteriore conferma che il sistema nel suo complesso è sano e opera nel rispetto delle regole convenzionali. Nel frattempo la Prefettura di Trapani, a decorrere dal Novembre 2017, ha cambiato le regole della rendicontazione dei costi, non solo aggravando la situazione dei ritardi, già cronici, nei pagamenti, ma mettendosi anche in contrasto con le norme che disciplinano le modalità di gestione relative ai servizi ed alle forniture attraverso le procedure legate agli appalti pubblici. Questo sta comportando per le cooperative ulteriori problemi di indebitamento, esposizione bancaria e mancati pagamenti ai lavoratori, ormai del tutto insostenibili, anche per la evidente sfiducia manifestata dalle istituzioni". "Confcooperative – si legge ancora nel comunicato stampa - ha sempre tenuto una posizione chiara e netta contro le false cooperative, protagoniste di scandali, riportati alla ribalta nazionale attraverso i mass media, (Mafia Capitale, CARA di Mineo, etc) ed ha sempre provveduto ad allontanare quelle realtà, anche provinciali, che avessero dimostrato di operare al di fuori dei codici etici dell’organizzazione. In virtù di ciò chiediamo, dunque, a nome e per conto delle nostre associate una civile rivisitazione della struttura gestionale dei rapporti tra le istituzioni e gli enti cooperativi, e la possibilità di prendere parte ad una trattativa che abbia lo scopo non solo di risolvere l’emergenza di natura economica del momento, ma soprattutto quello di creare le condizioni sufficienti e necessarie all’attuazione di politiche più responsabili e sostenibili. Solo il ripristino di una normale interlocuzione, in tempi celeri, all’interno dei tavoli istituzionali, che rispetti un sistema collaborativo, permetterà alle cooperative di proseguire negli impegni assunti”. In conclusione si sottolinea come “oggi la provincia di Trapani accoglie oltre 1.700 migranti mediante il sistema dei CAS in convenzione con la Prefettura di Trapani. Inoltre accoglie, favorendo l’integrazione nel contesto sociale comunitario almeno altri 400 migranti attraverso il sistema dello SPRAR; ed infine accoglie nelle strutture presenti almeno altri 300/400 minori stranieri non accompagnati; a tutti questi si devono sommare i numeri determinati dalla presenza dello Hotspot sul territorio di Trapani.Il sistema dell’Accoglienza in provincia coinvolge, nel Privato sociale, circa 700 lavoratori diretti (attraverso le Cooperative) e varie centinaia di lavoratori dell’indotto, e rappresenta quindi un importante asset economico del territorio”.

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