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L'Occidente tra decadenza e accoglienza, Zecchi racconta il suo libro al museo "San Rocco" - Trapani Oggi

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L'Occidente tra decadenza e accoglienza, Zecchi racconta il suo libro al museo "San Rocco"

24 Novembre 2016 22:15, di Ornella Fulco
L'Occidente tra decadenza e accoglienza, Zecchi racconta il suo libro al museo "San Rocco"
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Stefano Zecchi parla a Trapani del suo "Paradiso Occidente" in occasione degli incontri di "Panorama d'Italia" e lo fa nella affascinante cornice del Museo "San Rocco" davanti ad un pubblico attento e interessato. Un titolo, quello dell'ultima fatica del filosofo, scrittore e accademico veneziano, che sembrerebbe contenere una contraddizione in termini, per restare in tema di linguaggio filosofico. Occasum, cioè "terra della sera", è infatti la radice della parola "Occidente" che evoca il senso di un destino ineluttabile di tramonto della nostra civiltà, almeno di come fino adesso la conosciamo. Un Occidente spesso demonizzato da chi lo guarda come emblema della decadenza dei costumi, delle ideologie, della morale ma che, tuttavia, ha diffuso nel mondo i suoi modelli di vita e a cui migliaia di persone che oggi fuggono dai propri luoghi di origine guardano come un "Paradiso", spinti dalla speranza di una "rinascita" delle loro vite. "L'Occidente sarà anche mediocre come Paradiso - ha sottolineato Zecchi nel corso della sua chiacchierata con il giornalista di Panorama Antonio Carnevale - e avrà anche perduto quelle tensioni utopiche e quelle energie progettuali che un tempo ha conosciuto ma guardandoci attorno non si trova di meglio". Zecchi ha anche toccato il tema dell'integrazione e dell'accoglienza, un banco di prova sul quale Trapani, il suo territorio e le sue Istituzioni sono chiamati a rispondere ogni giorno. La città è in prima linea sul fronte degli arrivi ma è davvero una città accogliente? Secondo Zecchi la parola stessa accoglienza è usata spesso, nel nostro Paese, in modo ipocrita. "Ha senso parlare di accoglienza quando si ospitano le persone che arrivano qui e le si mettono nelle condizioni di conoscere la nostra cultura, i nostri principi, i nostri valori e di rispettarli - ha detto - e, in secondo luogo, quando si dà loro la possibilità di fare delle cose, non soltanto di chiuderle in un 'recinto' e tenerle lì non si sa a far cosa. Noi, forse, oggi non siamo in grado di capire cosa significhi veramente questa realtà epocale che ci investe e che è la migrazione". In dialogo con Nietzsche, attraverso le tesi di Spengler sulla decadenza delle civiltà, le riflessioni di Guénon sull'Oriente, gli scritti di Heidegger sul dominio della tecnica nell'epoca del nichilismo e la rilettura di alcune tra le opere fondamentali della letteratura occidentale, "Paradiso Occidente" affronta le grandi questioni della contemporaneità: la globalizzazione economica che cancella ogni diversità, il multiculturalismo che impone l'accettazione acritica di valori estranei alla nostra tradizione, il decadimento della bellezza ridotta a mero gusto personale, il venir meno dei principi trascendenti che dà all'uomo l'illusione di poter oltrepassare i limiti della propria condizione. "Abbiamo bisogno di conoscere i nostri limiti - ha, invece, sottolineato Zecchi - per capire come comportarci rispettando noi stessi, gli altri, l'ambiente. In questo senso l'educazione alla bellezza, il saperla riconoscere sono essenziali. La bellezza rappresenta sempre il progetto, la costruzione, la bellezza non è mai qualcosa di negativo e distruttivo, nella bellezza c'è l'idea di poter dare significato alle nostre azioni e alle nostre relazioni". A margine dell'incontro, su invito di monsignor Liborio Palmeri, delegato vescovile per il dialogo culturale e "padrone di casa" al museo "San Rocco", Stefano Zecchi e Antonio Carnevale hanno visitato gli spazi dedicati alle mostre e il primo piano dello stabile, ancora un "cantiere in progress", dove sono ospitate alcune delle opere più significative della collezione Di.Art. ©Riproduzione riservata

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