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L'on. Fazio partecipa ai lavori del Coordinamento delle Autonomie speciali

18 Maggio 2015 19:11, di Niki Mazara
L'on. Fazio partecipa ai lavori del Coordinamento delle Autonomie speciali
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Il deputato regionale trapanese Girolamo Fazio, capogruppo del Gruppo misto, ha partecipato stamane a Cagliari, nella sede del Consiglio regionale sardo, alla riunione del Coordinamento delle Autonomie speciali in rappresentanza dell'Ars e su delega del suo presidente Giovanni Ardizzone, nell'ambito della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. Fazio ha contribuito alla stesura del documento finale, una «riflessione comune sui temi della specialità alla luce delle riforme costituzionali in esame in Parlamento ed ai confronti avvenuti in sede di audizioni parlamentari» che traccia un percorso comune di confronto con il Governo ed il Parlamento nazionali che il parlamentare trapanese definisce «ineludibile di fronte alle costanti tentazioni di centralizzazione dello Stato e di fronte alle manovre della politica romana di non riconoscere le prerogative e le specialità delle Regioni, e di sfuggire alla responsabilità di aver quasi cancellato alcune delle conquiste di autonomia del passato». «La dichiarazione congiunta - spiega Fazio - pone in rilievo l'urgenza di indispensabili adeguamenti normativi ai diversi statuti speciali regionali, non fosse altro per l'introduzione di alcuni elementi innovativi e per l'eliminazione di quelle norme che ormai per diverse ragioni non hanno più motivo di esistere negli statuti perché superate storicamente: si pensi, per esempio, in Sicilia, alla recente eliminazione del Commissario dello Stato». La conferenza tornerà a riunirsi il prossimo 10 luglio in Val d'Aosta. «Sarà una attività intensa - conclude il presidente del Gruppo Misto all'Ars - perche andiamo incontro ad un periodo di profonde riforme istituzionali e costituzionali. Da un lato è comprensibile e necessario innovare, dall'altro è doveroso mantenere quanto di positivo ci è stato lasciato dai costituenti del passato. Le specialità non sono state frutto di scelte politiche contingenti ma elaborazioni normative nel rispetto di caratteristiche peculiari del territorio, sociali ed economiche alcune delle quali ancora attuali, altre ancora, come scritto nel documento di sintesi hanno assunto nel tempo profili nuovi e pongono talora esigenze più pressanti».

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