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Ma in che Paese viviamo?

19 Maggio 2017 11:15, di Niki Mazzara
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L’arresto per mazzette sui fondi riguardanti il trasporto marittimo del deputato regionale Girolamo Fazio, ex sindaco e candidatosi per tornare sulla ...

L’arresto per mazzette sui fondi riguardanti il trasporto marittimo del deputato regionale Girolamo Fazio, ex sindaco e candidatosi per tornare sulla poltrona di primo cittadino di Trapani, dell’armatore Ettore Morace e di Giuseppe Montalto, segretario particolare dell'assessore regionale alle Infrastrutture, segue di un giorno la vicenda della richiesta di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, in quanto ritenuto "socialmente pericoloso", notificata al senatore D’Alì, anche lui candidato sindaco di Trapani. Insomma, su cinque papabili primi cittadini, due escono azzoppati da un provvedimento della Magistratura; due che, peraltro, venivano dati in pole position per la vittoria, ed ambedue schierati nel centro destra. Èchiaro che ad essere azzoppata è la Democrazia, visto che i cittadini trapanesi si trovano ora a dover scegliere senza avere riferimenti su un versante politico. Restano in lizza i candidati di una lista civica, del Pd e di 5 Stelle. Ma la domanda che a questo punto ci si pone è: si terranno ugualmente le elezioni o il ministro degli Interni deciderà di annullarle? E, in tal caso, ci sono le condizioni per adottare un provvedimento di tale gravità? Ed ancora, è giusto penalizzare gli altri candidati che hanno lavorato e continuano a lavorare nella loro campagna elettorale? C’è da aggiungere, poi, che questa vicenda tutta trapanese si arricchisce di un altro particolare che aumenta la sua specificità localistica: l’operazione “Mare Monstrum” che ha portato all’arresto di Fazio, Morace e Montalto è coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Dino Petralia, trapanese anche lui, firmatario del provvedimento, unico in Italia, con cui si è posta in amministrazione giudiziaria per mafia la Bcc di Paceco. Questi sono i fatti che emergono dai provvedimenti giudiziari, fatti che ci portano ancora una volta a chiederci: in che Paese viviamo? Perché di certo non si può rispondere “un Paese normale”.

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