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Cronaca
Santa Ninfa

Mafia. Condanna definitiva per Ugo Di Leonardo, ex gemometra del comune di Santa Ninfa

10 Aprile 2021 11:21, di Redazione
Mafia. Condanna definitiva per Ugo Di Leonardo, ex gemometra del comune di Santa Ninfa
Cronaca
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**Aggiornamento** - Arresto lampo per Ugo Di Leonardo. Scarcerato dopo 24 ore l’ex geometra del Comune di Santa Ninfa (Tp), trasferito ieri pomeriggio in carcere dai carabinieri per scontare una condanna a 12 anni di carcere per associazione mafiosa. Nel giro di 24 ore l'uomo è stato scarcerato e oggi è tornato nuovamente agli arresti domiciliari. Il suo difensore, l’avvocato Giuseppe Ferro, ha fatto rilevare che la sentenza di condanna non è ancora definitiva. «I termini del ricorso in Cassazione - spiega il legale - scadevano lo scorso 8 marzo, ma io tre giorni prima ho presentato ricorso alla Suprema Corte avverso la sentenza di secondo grado. Quindi, appena mi è arrivata la mail relativa all’arresto, ho subito inviato alla Procura della Repubblica di Marsala il mio ricorso con il timbro del 'depositato' in data 5 marzo 2021. E la Procura si è immediatamente attivata per ordinare la scarcerazione del mio assistito».___________________________________________________________________________
Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Stazione di Santa Ninfa hanno dato esecuzione all’ordine per la carcerazione emesso dall' Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Marsala, nei confronti di Ugo Di Leonardo 79 anni, in atto detenuto agli arresti domiciliari, ex geometra del comune di Santa Ninfa.
Lo stesso, già tratto in arresto nell’agosto del 2015 nell'ambito dell'operazione convenzionalmente denominata "Ermes" coordinata dalla Procura distrettuale Antimafia di Palermo, che aveva portato all'arresto di 11 esponenti di vertice delle famiglie di Cosa nostra trapanese che gestivano il sistema di comunicazione del latitante Matteo Messina Denaro, è stato condannato alla pena di 12 anni di reclusione con sentenza del Tribunale di Marsala nel 2017, confermata dalla Corte d'Appello di Palermo e divenuta definitiva lo scorso 8 marzo. Il centro di smistamento dei “pizzini” si trovava in un casolare, nelle campagne tra Mazara del Vallo, Salemi e Castelvetrano.
Di Leonardo è risultato essere appartenente al sodalizio mafioso "Cosa Nostra", organico alla famiglia di Partanna (TP), ed inserito nella riservata rete di trasmissione dei "pizzini" provenienti da e diretti al latitante Messina Denaro Matteo.
L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale "Pietro Cerulli" di Trapani su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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