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Mafia, duro colpo al clan di Matteo Messina Denaro

13 Dicembre 2013 08:17, di Redazione
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Un duro colpo all’organizzazione mafiosa capeggiata dal boss latitante Matteo Messina Denaro e’ stato inferto, questa mattina, dalle forze di polizia,...

Un duro colpo all’organizzazione mafiosa capeggiata dal boss latitante Matteo Messina Denaro e’ stato inferto, questa mattina, dalle forze di polizia, impegnate nell'imponente operazione "Eden" disposta dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo nei confronti dei vertici operativi del mandamento di Castelvetrano. Una maxi ordinanza di 600 pagine, firmata dal gip Maria Pino e chiesta dal procuratore aggiunto Teresa Principato coadiuvata dai sostituti Paolo Guido e Marzia Sabella. Le indagini hanno confermato il ruolo dirigenziale tuttora rivestito da Messina Denaro all’interno del mandamento e nella provincia mafiosa. Tra gli arrestati ci sono alcuni familiari del latitante: una delle quattro sorelle, Patrizia Messina Denaro, 43 anni, il nipote Francesco Guttadauro (figlio della sorella Rosalia), 29 anni,  e i cugini Giovanni Filardo, Lorenzo Cimarosa e Mario Messina Denaro (61 anni). Le indagini hanno accertato l’esistenza di un articolato circuito imprenditoriale che assicurava, di fatto, il controllo quasi monopolistico nel settore dell’edilizia e del relativo indotto, attraverso la gestione e la realizzazione di importanti commesse, tra cui opere di completamento di aree industriali, parchi eolici, strade pubbliche e ristoranti. L’organizzazione era, infatti, in grado di monitorare costantemente le opere di maggiore rilevanza del territorio, intervenendo nella loro esecuzione con una fitta rete di società controllate, in modo diretto o indiretto, da imprenditori mafiosi ed elementi di spicco del sodalizio. Con riferimento all’attività di sostegno economico al circuito familiare del latitante, è emersa la contiguità e il ruolo di responsabilità decisionale svolto da Patrizia Messina Denaro, la minore delle sorelle del boss,  e da Francesco Guttadauro. La donna avrebbe fatto da collegamento fra il fratello latitante e i mafiosi trapanesi in carcere, a cominciare dal marito, Vincenzo Panicola.  Èstata, inoltre, accertata la diffusa pressione estorsiva che la famiglia mafiosa esercitava sul territorio anche ai danni di imprese concorrenti e, perfino, di privati cittadini che avevano ereditato rilevanti somme di denaro. La Guardia di Finanza sta procedendo, insieme ai Carabinieri e alla Polizia di Stato, al sequestro preventivo di complessi aziendali riconducibili a Matteo Messina Denaro e intestati a prestanome, costituiti da società operanti nel settore dell’edilizia, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro. Questi i nomi delle altre persone raggiunte dal provvedimento di custodia cautelare: Antonella Agosta (Germania), Matteo Agosta (Palermo), Francesca Maria Barresi (Castelvetrano), Girolamo Cangialosi (Carini), Lea Cataldo (Campobello di Mazara), Aldo Tonino Di Stefano (Campobello di Mazara), Francesco Fabiano (Paceco), Giovanni Faraone (Palermo), Floriana Filardo (Salemi), Valentina Filardo (Salemi), Girolama La Cascia (Castelvetrano, è accusata di favoreggiamento per non avere denunciato una presunta estorsione subita), Aldo Roberto Licata (Palermo, candidato alle ultime elezioni politiche nella lista Grande Sud -Mpa e fratello di Doriana,  ex assessore provinciale a Trapani che si era candidata alle Eegionali del 2012 sempre con l'Mpa), Antonino Lo Sciuto (Castelvetrano), Francesco Luppino (Campobello di Mazara), Giuseppe Marino (funzionario del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria e figlio di un magistrato di Palermo), Michele Mazzara (imprenditore di Paceco), Antonella Montagnini (agente della Polizia municipale di Milano), Vincenzo Peruzza (Castelvetrano), Giuseppe Pilato (Erice), Rosario Pinto (Palermo), Nicolò Polizzi (Campobello di Mazara), Pietro Luca Polizzi (Castelvetrano), Francesco Spezia (Erice), Salvatore Torcivia (Palermo), Vincenzo Torino (Napoli).

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