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Cinisi | Cronaca

Mafia: non ridare casa Felicia a Badalamenti.

05 Marzo 2022 07:21, di Redazione
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Appello delle associazioni.

Casa Felicia è stata confiscata a Gaetano Badalamenti , boss di Cosa Nostra e mandante dell'omicidio di Peppino Impastato e assegnata dodici anni fa al Comune di Cinisi dall'Agenzia nazionale per i beni confiscati. Ridotta a rudere venne ristrutturata grazie a dei fondi europei e dopo un decennio la confisca è stata revocata. " Se c'è stato un 'errore' vogliamo capire - scrivono in una nota l'Associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato , il Centro Impastato- No mafia memorial, l'associazione Peppino Impastato- di chi è la responsabilità, anche perchè questo ha determinato la spesa di molti soldi pubblici. Leonardo Badalamenti nell'agosto del 2020, con la scusa di rivendicare un suo diritto, aveva rotto le serrature dell'immobile per appropriarsene con la forza", ricordano le associazioni.

Pochi giorni dopo venne arrestato dalla Dia su un mandato di cattura internazionale emesso nel 2017 dall'autorità giudiziaria brasiliana di Barra Funda per traffico di sostanze stupefacenti e falsità ideologica . Nel maggio del 2021 gli fu negata l'estradizione in Brasile a cui seguì la scarcerazione. All'inizio del 2021 il Comune ha dato a Casa Memoria Impastato la gestione del bene , che da allora è stato possibile visitare e tanti giovani ispirati dai valori di libertà e coraggio lasciati in eredità da Peppino sono andati in quel posto.

Ad un certo punto con sole 24 ore di anticipo è arrivata la notizia dal Comune di Cinisi : l'Agenzia nazionale dei beni sequestrati alla criminalità organizzata aveva notificato la revoca della confisca e le operazioni di immissione in possesso fissate per febbraio sono state rinviate al 29 aprile. Il Comune , con una delibera, ha dichiarato la volontà di mantenere la proprietà  e il possesso del bene e di volersi avvalere della facoltà della restituzione per l'equivalente.

" Per quel che ci riguarda , dichiariamo l'intenzione di porre in atto la nostra resistenza - hanno concluso le associazioni- affinchè questo bene non ritorni a Leonardo Badalamenti".

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