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Attualità
Mazara del Vallo

Mancata escavazione porto canale, la Filiera Ittica chiede spiegazioni alla Regione

16 Gennaio 2017 13:35, di Redazione
Mancata escavazione porto canale, la Filiera Ittica chiede spiegazioni alla Regione
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La Filiera Ittica di Mazara del Vallo chiede spiegazioni all’Assessorato regionaleTerritorio ed Ambiente sulla mancata escavazione del porto canale, una problematica più volte sottolineata in diverse sedi che mette in serie difficoltà gli operatori della pesca. Del Coordinamento territoriale Filiera Ittica Mazara fanno parte, oltre che il Distretto della Pesca e Crescita Blu, la Confederazione Imprese Pesca-Federpesca, Co.Ge.P.a. Mazara, Federazione Imprese Pesca Mediterranea-Coldiretti, Fiume Mazaro-UnciPesca, Operatori della pesca "Il Gambero e la Triglia del Canale", Fai-Cisl, Flai Cgil e Uila- Uil. Le organizzazioni hanno inviato una nota, con l’obiettivo di avere dei chiarimenti, all’assessore regionale Maurizio Croce dal quale dipende l’ufficio che si è espresso negativamente sulla possibilità di stoccaggio dei fanghi derivanti dall’escavazione del porto canale nella cosiddetta "colmata B". A seguito di quella decisione il progetto di escavazione del porto mazarese è ancora fermo e l'infrastruttura della marineria più grande d’Italia è insabbiata perché non dragata da circa 40 anni. “Il diniego al collocamento dei materiali dragati della cosiddetta colmata B' - spiega Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto della pesca - cioè un’area individuata a tale scopo dal piano regolatore portuale, regolarmente approvato dall’Assessorato regionale al Territorio , rischia fatalmente di soffocare ogni legittima speranza di avere un porto navigabile e rischia di affossare definitivamente Mazara e con essa l’economia ittica siciliana. I danni causati da questa paradossale disfunzione sono incalcolabili". "Un errore politico imperdonabile - lo definisce Tumbiolo - oltre che un fardello che l’assessore al Territorio (forse inconsapevole e mal informato da una burocrazia timorosa e superficiale) potrebbe portarsi per sempre sulla coscienza. Noi stiamo collaborando con tutte le competenti Amministrazioni per tentare di risolvere la questione del trattamento, dello sversamento e del possibile riutilizzo dei materiali estratti". Il Coordinamento della Filiera Ittica ha proclamato lo stato di agitazione permanente del settore non escludendo -si legge nella nota diffusa alla stampa - azioni clamorose per la riaffermazione della dignità di tutti gli armatori, pescatori ed operatori marittimi e portuali che subiscono da anni una insopportabile ingiustizia: la privazione della fonte principale di vita per loro e le loro famiglie, cioè l’uso del porto di Mazara, che ha contribuito al prosciugamento economico e sociale dell’intera città".

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