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"Mare Mostro", la plastica minaccia all'ambiente marino e alla salute umana

06 Giugno 2016 14:20, di Ornella Fulco
"Mare Mostro", la plastica minaccia all'ambiente marino e alla salute umana
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Da bordo del "veliero più bello del mondo" – così è conosciuto l’Amerigo Vespucci, attualmente in sosta nel porto di Trapani – Marevivo rinnova la sua battaglia contro un mostro che minaccia l'ambiente marino con le sue creature e anche l'Uomo: la plastica. In questa battaglia l’associazionea ambientalista ha coinvolto anche le giovani generazioni con "Delfini guardiani", la campagna di educazione ambientale rivolta alle scuole delle isole, tra cui quelle delle Egadi, di Pantelleria e di Ustica. “Mare mostro: un mare di plastica?” è anche il titolo del seminario svoltosi stamane sulla nave scuola della Marina Militare Italiana nell'ambito del quale ha relazionato Antonio Mazzola, docente di Scienze del Mare e della Terra all'Università di Palermo. "Esistono progetti di vario tipo per contrastare la presenza delle plastiche nelle acque marine e i danni che provoca - ha detto Mazzola - perchè esse si spostano con le correnti, formando, negli oceani delle sorte di 'continenti' galleggianti. Ne sono stati individuati cinque, due nell'Atlantico, due nel Pacifico e uno nell'oceano Indiano. Nel Mediterraneo queste concentrazioni non avvengono e le plastiche si spostano da una costa all'altra, dall'Africa alla Sicilia, all'Adriatico al Tirreno". Le plastiche presenti in mare non solo solo, però, quelle che si concentrano sulla superficie ma anche i minuscoli frammenti che sono diffusi nelle acque marine e che derivano dalla degradazione meccanica degli oggetti in plastica gettati in mare. Sono queste particelle ad entrare nella catena alimentare degli organismi marini e, quindi, in molti casi, ad arrivare anche sulle nostre tavole nel pesce e negli altri prodotti ittici che consumiamo. La dimensione di questi frammenti è così piccola da essere scambiati per plancton e ingeriti da altri microorganismi e dai pesci conducendoli anche alla morte perchè inducono un senso di sazietà artificiale. Mazzola ha citato anche l'esempio dei molluschi, come le cozze, che fanno da naturali filtratori delle acque: "Immaginate in zone invase dalle microplastiche che quantità di frammenti di plastiche restano al loro interno e non vengono espulsi arrivando, appunto, sulle tavole dei consumatori". "Il problema è serio - ha proseguito - perchè queste microplastiche, invisibili ad occhio nudo, fanno anche da attrattori di altri inquinanti ed elementi tossici, come i metalli pesanti, che si depositano su questi frammenti e si trasferiscono negli organismi marini che se ne nutrono arrivando fino all'uomo". "Tra gli altri effetti nocivi delle microplastiche - ha ricordato il professore - c'è anche quello che funzionano da vettori per specie aliene, cioè che non sono caratteristiche delle acque del Mediterraneo, e che si spostano attraverso esse, giungendo in zone dove naturalmente non sarebbero arrivate. I cambiamenti climatici fanno il resto, alterando le condizioni ambientali e favorendo l'attecchimento di questi organismi". La tossicologia, attualmente, si sta occupando molto delle microplastiche e si stanno così spiegando una serie di effetti dannosi non solo sull'ecosistema marina ma anche sulla salute umana. Cosa fare allora? "Ci sono progetti europei che si stanno occupando del problema delle plastiche - ha concluso Mazzola - cercando soluzioni attraverso progetti anche fantasiosi, dai robot-spazzini guidati da satelliti, alle navi-pattumiera per raccogliere e trasformare, direttamente in mare, le plastiche e utilizzarle per la produzione di altri oggetti. Ma è necessario anche divulgare e far conoscere ai cittadini questi aspetti e sensibilizzare ad un minor uso della plastica e, soprattutto, ad un suo corretto smaltimento". "In questo senso - ha sottolineato Rosalba Giugni, presidente di Marevivo - bisogna incentivare e incrementare la raccolta differenziata. Stiamo lavorando anche su questo aspetto per giungere ad accordi con i produttori per 'dare valore' ai contenitori in plastica e invogliare i cittadini a conferirli e a non abbandonarli nell'ambiente". "Su tutte le navi della Marina Militare Italiana - ha sottolineato l'ammiraglio De Felice, comandante marittimo della Sicilia - si realizza già la raccolta differenziata ma, in un futuro prossimo le nostre navi opereranno anche nella raccolta delle plastiche in mare a tutela dell'ambiente e della saluta umana". L'importanza di campagne informative capaci di produrre cambiamenti "culturali" tra i cittadini è stata sottolineata anche dai rappresentanti delle amministrazioni comunali delle isole siciliane coinvolte, il vice sindaco di Pantelleria Angela Siragusa, il sindaco delle Egadi, Giuseppe Pagoto, e quello di Ustica, Attilio Licciardi. Coma ha commentato il conclusione il professore Mazzola, "l'uomo ha fatto tanti errori e tanti danni all'ambiente, è importante averne preso e continuare a prenderne atto ma, soprattutto, è essenziale trovare le soluzioni per rimediare, prima che sia troppo tardi".

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