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Enologi a convegno

23 Novembre 2012 14:15, di Redazione
Enologi a convegno
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Enologi a convegno ieri a Marsala per la decima edizione del Meeting legislativo promosso da Assoenologi  Sicilia. L’incontro, svoltosi nell’aula magna dell’Isiss “Abele Damiani”, è stato occasione per riflettere e confrontarsi sulle problematiche legislative nel settore enologico, a partire alla telematizzazione nel settore delle accise per arrivare alle nuove direttive comunitarie, con particolare riferimento a vini Igp e Doc fino ai tanti punti da chiarire in merito alla dichiarazione di raccolta e produzione 2012/2013. La normativa di settore, infatti, impone da quest’anno a tutti gli operatori di settore una serie di adempimenti ed obblighi che modificano le abituali procedure. “Con questo meeting – spiega il presidente di Assoenologi Sicilia Carlo Ferracane, abbiamo voluto potenziare l’attività di formazione, informazione ed aggiornamento necessari per il nostro lavoro, soprattutto in un periodo di grandi cambiamenti come quello che stiamo vivendo. Ora – ha aggiunto Ferracane - dobbiamo raccogliere tutte le istanze dei nostri enologi, organizzarci e fare le nostre rimostranze per arrivare più preparati alle prossime scadenze” . L’aspetto della telematizzazione nel settore delle accise è stato illustrato dall’ingegnere Lucio Crea, direttore dell’area accise della Direzione regionale dogane per la Sicilia: “Una cosa importante – ha sottolineato Crea – è che, al momento del ricevimento dei prodotti sottoposti ad accisa, il destinatario deve fare la nota di ricezione entro 5 giorni, al fine di permettere il rilascio della garanzia al venditore”. Giuseppe Bursi, dirigente dell’Assessorato regionale per le Risorse agricole, ha relazionato sulle classificazioni dei vini Igp Terre Siciliane e Doc Sicilia. “Dal 2000 ad ora – ha detto Bursi – 320 milioni di euro sono stati impiegati, in Sicilia, per la ristrutturazione dei vigneti”. Secondo i dati sono aumentate le produzioni di varietà come Grillo, Inzolia, Chardonnay, Cabernet e Cataratto lucido. Per quanto riguarda invece la Doc Sicilia, Bursi ha parlato di una situazione ancora in evoluzione, con 30 mila ettari di richieste di iscrizione e uno schedario viticolo che è in fase di aggiustamento. Si è parlato anche di produzione olearia con Lucio Monte e Ornella Rizzo dell’Irvos che hanno illustrato il lavoro svolto, in questi primi 11 mesi dell’anno, dall’Istituto Regionale Vini Oli di Sicilia, come organismo di controllo e certificazione, elencando le non conformità riscontrate e l’ampio lavoro svolto con successo. “Fino ad oggi abbiamo rilasciato circa 300 certificazioni di idoneità e lo abbiamo fatto in tempi record, creando un clima di fiducia e collaborazione con le imprese” – ha detto Monte. A chiudere i lavori è stato Dario Cartabellotta, dirigente generale dell’Assessorato regionale per le Risorse agricole – Dipartimento interventi infrastrutturali, che ha sottolineato lo spirito di servizio con cui Assessorato e Irvos stanno lavorando per risolvere tutte le problematiche che emergono. “Il fine di questo grande lavoro – ha spiegato Cartabellotta – è rafforzare l’identità del vino siciliano. Il dialogo tra Assessorato, organismo di controllo, produttori e associazioni di categoria è il presupposto necessario”.

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