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Martina Gentile davanti al Gip si avvale della facoltà di non rispondere - Trapani Oggi

Mazara del Vallo | Cronaca

Martina Gentile davanti al Gip si avvale della facoltà di non rispondere

11 Dicembre 2023 12:24, di Laura Spanò
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La giovane fa delle brevi dichiarazioni spontanee

«Da bambina gli ho voluto bene. Ma ora ho capito di aver sbagliato». Martina Gentile, figlia della
maestra Laura Bonafede amante storica di Matteo Messina Denaro, non ha risposto al gip durante l’interrogatorio di garanzia, ma nel corso di brevi dichiarazioni spontanee ha preso le distanze dal boss che la considerava come una figlia.

L'insegnante 31enne rischia pure di perdere la figlioletta. La procura per i minorenni ha chiesto la decadenza della responsabilità genitoriale per Martina Gentile e per il marito. Per distribuire i pizzini in tutta sicurezza infatti inquirenti e investigatori hanno accertato che portava la bambina con sé in passeggino.

Ai domiciliari per aver favorito la latitanza del capomafia, Gentile, che quando le hanno notificato la misura era a Pantelleria per una supplenza a scuola, è stata sentita al commissariato di Mazara del Vallo. Gentile, agli arresti domiciliari perché madre di una bimba di tre anni, risponde di favoreggiamento e procurata inosservanza della pena aggravati. Insieme a un’altra fiancheggiatrice del boss, Lorena Lanceri, detenuta, avrebbe gestito la corrispondenza da e per il latitante facendogli anche avere i messaggi della Bonafede. Gli scambi di pizzini avvenivano nello studio di un architetto ed ex assessore comunale che ora è indagato. Molto affezionata al padrino, che la considerava come una figlia, l’avrebbe anche incontrato durante la latitanza come provano le immagini girate dalla polizia un mese prima dell’arresto di Messina Denaro. Per i pm la ragazza avrebbe totalmente aderito alla «causa" del mafioso e sarebbe anche depositaria di molti suoi segreti. I magistrati, che stanno cercando di ricostruire la latitanza del capomafia, hanno accertato che la Gentile faceva per conto del padrino viaggi a Palermo e stanno tentando di scoprire se durante le sue «missioni» nel capoluogo consegnava messaggi ad altri favoreggiatori.

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