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Campobello di Mazara | Cronaca

Matteo Messina Denaro, in manette tre persone

27 Marzo 2024 09:23, di Laura Spanò
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Tra gli arrestati un architetto e un tecnico radiologo

Nuovo blitz dei carabinieri del Ros. Su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo sono finiti in carcere Massimo Gentile, 51 anni, Cosimo Leone, 56 anni, e Leonardo Gulotta, 31 anni. L’ordinanza di custodia cautelare è firmata dal giudice per le indagini preliminari Alfredo Montalto.

Ai primi due indagati, che sono anche cognati, il procuratore Maurizio de Lucia, l’aggiunto Paolo Guido e i sostituti Gianluca De Leo e Piero Padova contestano il reato di associazione mafiosa. Gentile, originario di Campobello di Mazara, cugino di secondo grado del killer Salvatore, marito di  Laura Bonafede – (l’amante di Messina Denaro), è architetto e lavora come responsabile dei procedimenti del servizio Lavori pubblici del Comune di Limbiate in provincia di Monza-Brianza.

Secondo gli investigatori è lui ad avere prestato la sua identità al capomafia latitante per comprare nel 2014, una macchina, una Fiat 500 L, e nel 2017 una moto Bmw F650. Anche in questo caso gli investigatori del Ros sono arrivati a Gentile partendo da un pizzino trovato nel suo ultimo covo di Vicolo San Nicola  a Campobello di Mazara.

Matteo Messina Denaro dunque come dimostrano le indagini, non se ne stava nascosto. Un giorno di novembre di dieci anni fa si presentò in una concessionaria di viale Regione Siciliana a Palermo per comprare una macchina con il documento di Gentile.

Date importanti: nel dicembre precedente, 2013, erano stati arrestati la sorella Patrizia e il nipote del cuore Francesco Guttadauro (figlio di Rosalia Messina Denaro e Filippo Guttadauro); pochi giorno dopo l’acquisto dell’auto in carcere sarebbe finito Girolamo Bellomo, altro figlio di Rosalia, nonché marito di Lorenza Guttadauro, nipote e avvocato del padrino.

Mentre accadeva tutto questo come se nulla fosse il signor Massimo Gentile alias Messina Denaro entrava in una filiale bancaria in corso Calatafimi per versare 9 mila euro e chiedeva l’emissione di un assegno circolare. In banca mostrò un documento con le generalità di Gentile e la sua fotografia. Firmò un modulo dove diceva di essere nato a Erice e di essere un commerciante di abbigliamento.  Assegno in tasca, si recò a comprare la macchina aggiungendo mille euro in contanti.

Non ci sono responsabilità né degli impiegati della banca, né della concessionaria.

La 500 L poi sarebbe stata ceduta alla madre di Andrea Bonafede, il geometra di Campobello fra i primi ad essere stato arrestato, per comprare la Giulietta soprannominata “Margot” nei pizzini.

Fece di più Messina Denaro, alla  concessionaria lasciò il numero del cellulare.L’intestatario dell'utenza utilizzata dall'allora primula rossa era Leonardo Gulotta. Stessa cosa sarebbe avvenuta altre volte. A Gulotta viene contestato il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Precedente è l'acquisto della BMW modello F650 acquistatadi seconda mano da un privato  dal falso Gentile. Per anni lo stesso latitante poi si è recato nelle tabaccherie di Campobello di Mazara per pagare il bollo. L’ultima volta il 7 gennaio precedente al suo arresto davanti alla clinica La Maddalena di Palermo. Lo scontrino del pagamento era nell'ultima abitazione a Campobello. Il vero Gentile, sempre secondo le indagini del Ros, avrebbe rottamato il mezzo nel 2016. Circostanza strana: un promemoria della rottamazione è stato trovato nella gamba della sedia a casa di Rosalia Messina Denaro dove c’era pure il diario clinico del capomafia che ha consentito di arrivare alla cattura.

Ad avere un ruolo importante nella trafila sanitaria sarebbe stato Leone, tecnico radiologo dell’ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo. Messina Denaro ha scoperto di avere un tumore da una colonscopia effettuata a Marsala il 3 novembre 2020, il 6 novembre riuscì a farsi visitare subito da un chirurgo dell’ospedale di Mazara del Vallo e a ricoverarsi il 9 novembre per operarsi.

Ad accompagnarlo c’era sempre Andrea Bonafede, l'operaio del comune di Campobello arrestato e già condannato. Il gancio interno e riservato sarebbe stato Leone. Il 10 novembre, in vista dell’intervento chirurgico, il latitante ha eseguito una Tac all’addome. Era stata programmata all’inizio per il 20 novembre ma fu anticipata prima al 17 e infine al 10. Era presente Leone che si sarebbe fatto cambiare il turno per esserci.

E sempre Leone, il 14 novembre, a consegnare al latitante un nuovo cellulare per mettersi in contatto con Bonafede. Le vicende sanitarie sono le più delicate e si continua a indagare. I pm e il gip sottolineano il silenzio di chi ha avuto in cura Messina Denaro e non si è fatto avanti per aiutare gli investigatori.

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