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Matteo Messina Denaro rimane "figura carismatica" in cosa nostra - Trapani Oggi

Castelvetrano | Cronaca

Matteo Messina Denaro rimane "figura carismatica" in cosa nostra

03 Febbraio 2021 09:32, di Laura Spanò
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Sebbene latitante continua ad essere punto di riferimento tra le consorterie di cosa nostra siciliana

L'operazione antimafia di ieri del Ros dei carabinieri nell'agrigentino conferma come rimane ancora "carismatica" la figura della primula rossa di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, latitante dal '93 anche fuori dalla provincia di Trapani. A lui i solidali di quella consorteria si rivolgono per dirimere questioni interne alla cosca. Questo fa dedurre che Matteo Messina Denaro rivesta un ruolo di primo piano nel panorama mafioso siciliano e non solo a parole.

I dialoghi registrati dalle microspie dei carabinieri dimostrano che c’è un canale di trasmissione attivo tra l’ultimo boss stragista ancora latitante (dal 1993) e i capi delle cosche agrigentine. A lui i capimafia della provincia «riconoscono unanimemente l’ultima parola sull’investitura ovvero la revoca di cariche di vertice all’interno dell’associazione». C’era infatti bisogno del suo beneplacito per l’estromissione di un «uomo d’onore» dal mandamento di Canicattì, e questo dimostra – concludono i pm – che «Messina Denaro è a tutt’oggi in grado di assumere decisioni delicatissime per gli equilibri di potere in Cosa nostra, nonostante la sua eccezionale capacità di eclissamento e invisibilità».

Ma già le indagini coordinate dalla Dda hanno registrato in quest'ultimo anno, che il potere mafioso in provincia di Trapani è "saldamente nelle mani della famiglia Messina Denaro". Lo ha confermato la relazione del presidente della Corte d’appello di Palermo, Matteo Frasca, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario.

L’azione investigativa finalizzata a localizzare Matteo Messina Denaro e a smantellare la rete di protezione "che gli consente tuttora di sfuggire alla cattura e governare il territorio trapanese", ha prodotto diversi arresti, "anche vicinissimi al contesto relazionale e di complicità del latitante. Alcune indagini poi, hanno svelato intrecci e cointeressenze tra il mondo imprenditoriale più vicino a Cosa nostra trapanese e il mondo della politica, con indagini su ex deputati, esponenti politici locali e canditati".

"Certamente grave e inquietante", per Frasca, "la riservata interlocuzione, registrata nel corso di diverse indagini preliminari, tra esponenti mafiosi e amministratori locali. Consistenti pure le emergenze relative ai rapporti con alcuni dirigenti della burocrazia regionale, coinvolta, in alcune occasioni emerse dalle indagini nei confronti di soggetti contigui a Cosa nostra, in vicende corruttive di notevole rilievo".

Eseguiti diversi provvedimenti di cattura e sequestri "a dimostrazione dell’ancora penetrante controllo, da parte dell’associazione mafiosa, del territorio e delle più importanti attività economiche, tra cui spicca per attualità e per imponenza dei flussi di denaro quella delle scommesse on line e, soprattutto, delle energie alternative".

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