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Attualità
Erice

Migranti e rischio malattie, se n'è parlato al centro "Ettore Majorana"

20 Maggio 2015 15:13, di Niki Mazara
Migranti e rischio malattie, se n'è parlato al centro "Ettore Majorana"
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“La salute negli immigrati ed il rischio di importazione di malattie sono due aspetti centrali che, con il fenomeno degli sbarchi sulle nostre coste, abbiamo imparato a conoscere. Per dare un ordine di grandezza, già nei primi mesi del 2015, sono sbarcati sulle coste siciliane in 27.000 circa e oltre 165.000 in tutto il 2014. Lo ha detto Fabrizio De Nicola, direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, che ha moderato, insieme al brigadiere generale medico Giacomo Mammana, la prima sessione del convegno ”Infezioni emergenti nel bacino Mediterraneo”, organizzato dall’Ispettorato generale della Sanità militare e che ha preso il via oggi al centro "Ettore Majorana" di Erice. Una lunga serie di osservazioni, ambulatoriali e di ricovero, dimostra che le patologie infettive dei migranti rappresentano il 3-10 per cento di tutte le patologie. Una parte di queste sono presenti allo sbarco, come la scabbia, in genere più casi tra i migranti che hanno viaggiato insieme, la varicella, manifestazioni gastroenteriche e affezioni dell'apparato respiratorio. Nell’esperienza degli sbarchi al porto di Trapani, De Nicola ha riferito che le malattie più significative sono la Tubercolosi, l'infezione da HIV anche in età pediatrica (almeno due nuovi casi nel 2014/2015 con entrambi i genitori HIV positivi), l'Epatite HBV anche grave, con almeno un paziente in giovane età deceduto per complicanze da HBV nel 2015. Le lesioni traumatiche sono, in assoluto, le patologie più frequenti, legate al viaggio in mare e alle condizioni dello sbarco ma comuni sono anche le patologie da insolazione e le ustioni da acqua di mare carburanti. "L’ASP di Trapani - ha riferito il direttore generale - ha quindi adottato misure straordinarie e specifici protocolli operativi per assicurare immediata assistenza agli immigrati. Appena effettuato lo sbarco in terraferma, viene effettuato il triage sottobordo: i pazienti con bisogni assistenziali sono portati alla "tenda emergenza", gestita dai medici del Pronto Soccorso mentre i pazienti che non presentano particolari necessità sanitarie sono accompagnati nella tenda destinata ai medici del territorio per la visita e l’ingresso sul territorio italiano. Il sistema, che prevede specifici ed immediati interventi in relazione alle patologie riscontrate, ha permesso un accurato controllo del rischio infezioni – ha concluso De Nicola – ed evita che la popolazione locale venga a contatto con i migranti, con il rischio di contrarre e diffondere malattie infettive, consentendo di isolare i casi di infezione o sospetta infezione direttamente sulla banchina”.

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