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Alcamo | Cronaca

Morte da amianto, Rfi dovrà risarcire i familiari di un dipendente partinicese morto nel 2008

16 Giugno 2021 16:52, di Redazione
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Soddisfatti i legali dei familiari dell'uomo deceduto

La Terza Sezione Civile del Tribunale di Palermo ha condannato Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. (giĂ 
Ferrovie dello Stato S.p.A.) al risarcimento del danno non patrimoniale in favore dei familiari di un
dipendente residente a Partinico e deceduto nel 2008 all’età di 61 anni a causa di un mesotelioma
pleurico, una patologia che è collegata con l’esposizione alle fibre di amianto.
Per il giudice dott. Andrea Compagno l’insorgere della malattia sarebbe stato causato dalla
costante esposizione dell’uomo all’amianto durante gli anni di lavoro presso lo scalo ferroviario di
Alcamo Diramazione.
E’ una sentenza che rappresenta una pietra miliare nell’annosa questione dello smaltimento
dell’amianto, finora semplicemente raccontata dai lavoratori e dagli abitanti nella città di Alcamo, ma che adesso fa emergere con prepotenza la condotta posta in essere da Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. all’interno della stazione.
Dal processo è infatti emerso l’attività di stoccaggio di rotabili, carrozze e vagoni coibentati con
amianto, provenienti da altre stazioni meridionali, e l’attività di bonifica da parte di ditte esterne,
senza che ai dipendenti fosse fornita alcuna protezione. Tale attività si è protratta almeno fino al
1997 e soltanto l’intervento della Guardia di Finanza di Alcamo ha impedito che venissero
accantonati altri rotabili presso lo scalo trapanese.
“Siamo soddisfatti della sentenza che ha confermato quanto abbiamo sempre sostenuto in
giudizio ossia che durante gli anni Novanta del secolo scorso, Ferrovie dello Stato S.p.A. (oggi Rete
Ferroviaria Italiana S.p.A.) non soltanto non ha tutelato i propri lavoratori, ma ha anche messo in
grave pericolo i passeggeri e tutti coloro che abitavano in quelle zone”, affermano gli avvocati
Angelo Gruppuso e Rosario Papania, legali della moglie e dei due figli dell’uomo deceduto nel
2008. “Nel caso deciso dal Tribunale di Palermo è stato sancito il principio che il dipendente che si
è ammalato di tumore perché ha lavorato per molti anni a contatto con l’amianto ha diritto al
risarcimento del danno; e tale diritto si estende anche agli eredi del dipendente. Ciò naturalmente
non riporta in vita il familiare ma rende giustizia ad un uomo che per oltre vent’anni ha lavorato
con spirito di abnegazione e sacrificio, e che negli ultimi anni della sua vita si è ritrovato a soffrire a
causa di una malattia contratta sul posto di lavoro”.
L’uomo ha lavorato in Ferrovie dello Stato (poi diventata Rfi) dal 1975 al 1999. Ai familiari è stato
riconosciuto un risarcimento di oltre 500.000,00 euro.

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