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Trapani | Cronaca

Naufragio Karol W. Perchè nessuna tragedia venga mai dimenticata

24 Aprile 2021 10:06, di Laura Spanò
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Nel naufragio persero la vita i componenti un intero nucleo familiare

Una tragedia nella tragedia quella del naufragio del motopesca “Karol W” iscritto al compartimento marittimo di Trapni. Sono trascorsi 14 anni da quella sera tra il 24  e il 25 aprile 2007, quando il peschereccio scomparve improvvisamente in mare in una giornata di bonaccia. Nel naufragio persero la vita Francesco Grimaudo e i suoi tre figli Giacomo, Leonardo e Salvatore, ma le circostanze in cui è avvenuta quella tragedia non furono mai accertate perchè lo scafo non venne mai recuperato. Per la famiglia Grimaudo che piange ancora due figli dispersi, rimasti con ogni probabilità all’interno del peschereccio durante il naufragio, mentre i corpi delle altre due vittime furono recuperate lungo le coste siciliane diversi giorni dopo la tragedia, si tratta ancora di una ferita aperta. Per quelle due vedove e per quei figli rimane ancora un mistero da risolvere.

Dopo qualche giorno di ricerca nella zona di mare dove il motopesca si inabbissò tutto si fermò. Ad ottobre di quell'anno poi la Procura di Trapani che nel frattempo aveva aperto una inchiesta, affidò alla ditta specializzata ‘Micoperì di Ravenna, il recupero del peschereccio che era stato localizzato ad una profondità di 378 metri.

A Trapani arrivarono due mezzi attrezzati della ditta specializzata ‘Micoperì di Ravenna, un rimorchiatore e un pontone, partiti dal porto di Ortona (Chieti), che raggiunsero la zona al largo delle Egadi, denominata "Banco dei pesci", per iniziare le fasi di recupero del peschereccio "Karol W.", all’interno del quale si pensava potevano trovarsi ancora i corpi dei due ultimi dispersi. La ditta specializzata doveva portare in superficie il relitto su incarico della Procura di Trapani, per consentire la prosecuzione delle indagini mirate a stabilire le cause dell’affondamento. Ma dopo una serie di tentativi quel relitto rimase giù in fondo al mare e la Micoperì andò via da Trapani.

Il 30 ottobre 2010, la Procura di Trapani archivia il caso. Per Giacomo e Salvatore Grimaldi, il mare continua a restare la loro tomba.

Per analogia, la vicenda del naufragio del Karol W si accomuna con quella del naufragio del Nuovo Iside di Terrasini. In quest'ultimo caso però, forse perchè mediaticamente ha avuto tanta risonanza, c'è già una inchiesta definita che ha raccontato cosa è accaduto a largo di San Vito Lo Capo, a Trapani sulla vicenda del Karol W è stato steso un velo. Perchè allora non riaprire l'indagine sulla vicenda del Karol W da dove si era interrotta. Sarebbe ora di dare alle cinque famiglie coinvolte finalmente un pò di pace.

Due pescherecci che improvvisamente scompaiono dai radar, nonostante il mare piatto. Due pescherecci con a bordo un equipaggio composta da familiari, uomini esperti. Due pescherecci naufragati nel mare antistante la costa trapanese.

Le indagini della Procura di Palermo sul Nuova Iside

Nel corso delle indagini della Procura di Palermo è emerso che, nella stessa rotta dell'imbarcazione, quel giorno, c'era la petroliera Vulcanello del gruppo Mednav. La procura di Palermo sta indagando per omicidio colposo, sommersione di nave e omesso soccorso in mare. Il peschereccio "Nuova Iside" con a bordo il comandante Matteo Lo Iacono, il figlio Vito e Giuseppe Lo Iacono, è scomparso la notte tra il 12 e il 13 maggio scorso nel tratto di Mare tra San Vito Lo Capo e Ustica. La conferma di un contatto tra le due imbarcazioni è arrivata dall'analisi della scatola nera della petroliera.

Analogie con il naufragio del "Karol W" della flotta di Trapani

Il naufragio del motopeschereccio "Karol W", è avvenuto la notte tra il 24 e e il 25 aprile del 2007 nel mare tra le Isole Egadi e Trapani, le vittime: Francesco Grimaudo di 71 anni ed i figli Giacomo di 37, Leonardo di 34 e Salvatore di 30. Solo i corpi di due di loro vennero recuperati, quello dell’anziano “Cino” e di suo figlio Salvatore, nel tratto di mare davanti la costa di Termini Imerese. Nessuna notizia degli altri, Giacomo e Leonardo, probabilmente rimasti intrappolati nel motopesca che giace a circa 370 metri di profondità nella cosiddetta zona del “banco Skerki”, a 50 miglia da Marettimo.

Rimane il mistero su quanto accaduto quella notte di aprile e come il "Karol W" sia potuto affondare immediatamente non lasciando scampo agli uomini a bordo. A causare il naufragio potrebbe essere stato un sommergibile che ha agganciato la rete e tirato giù in un lampo di tempo il peschereccio. Per l’esattezza un sommergibile Usa, in quei giorni era in corso una esercitazione tra la Sicilia e la Sardegna. C’è una certificazione, rilasciata nella fase delle indagini dallo Stato Maggiore della Marina, interpellato in merito, che ha affermato la presenza nel periodo del naufragio del «Karol W.» di un sottomarino Usa nella stessa zona di mare, senza però dare chiare informazioni sulla rotta seguita. Nulla dunque c’entrano i supposti errori di manovra delineati dai consulenti della magistratura. Allora perchè non riaprire anche queste indagini?

Ci piace riproporre quanto ancora oggi la vedova di Giacomo Grimaudo, Giovanna conserva tra i ricordi, l'ultima lettera del marito. “Mi aveva scritto una lettera proprio mentre si trovava a lavorare nello stesso punto dove è affondato il peschereccio – racconta Giovanna Mucaria - mi scriveva quanto mi ha amata e quanto mi ama e che i 20 trascorsi insieme erano volati in un attimo: “non sapevo cosa fosse l’amore prima di conoscerti, sei una donna stupenda e una madre meravigliosa per i nostri 2 gioielli... ti amo tuo per sempre Giacomo”.

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