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Cronaca
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Nave Valdaosta sbarca oltre 400 migranti

29 Giugno 2017 11:38, di Ornella Fulco
Nave Valdaosta sbarca oltre 400 migranti
Cronaca
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Oltre 400 migranti sono giunti stamane al porto di Trapani a bordo della nave Valdaosta, un cargo solitamente adibito trasporto di prodotti chimici e petroliferi battente bandiera italiana. Data la stazza il mercantile non ha potuto fare ingresso in porto e i migranti sono stati trasbordati su un rimorchiatore - il "Refola II" - che ha fatto la spola con il molo Ronciglio. In particolare, si tratta di 338 uomini, 58 donne e 10 bambini - 4 maschi e 6 femmine - alcuni poco più che neonati, giunti con un qualche familiare. Sono stati recuperati al largo delle coste della Libia mentre erano a bordo di tre diverse imbarcazioni. Si tratta di una piccola parte delle persone condotte nel nostro Paese negli ultimi giorni in cui, complessivamente, sono stati 12 mila i migranti giunti nei porti italiani in poco più di 48 ore a bordo di 22 navi. Sulla questione si è registrata la ferma presa di posizione del Governo. «L’Italia potrebbe essere costretta a bloccare i porti alle navi di Ong per ragioni di sicurezza nazionale», ha detto Maurizio Massari, ambasciatore dell’Italia presso la Ue, al commissario europeo degli Affari interni Dimitri Avramopoulos. Un’ondata mai vista, per gestire la quale il ministro dell’Interno Marco Minniti ha sospeso il suo viaggio negli Stati Uniti. Dopo che la Francia ha riportato in Italia circa 200 migranti che avevano appena varcato la frontiera a Ventimiglia il ministro ha dichiarato che «di fronte alla totale mancanza di collaborazione degli altri Stati, dobbiamo alzare la voce e va spezzata l’ipocrisia tra il salvataggio e l’accoglienza. Èinutile andare a prendere i migranti se poi non siamo in grado di assisterli in maniera dignitosa. L’Italia ha sempre fatto la sua parte e continuerà a farla, ma da soli non possiamo più andare avanti. Questa situazione non è per noi sostenibile». La quota massima di distribuzione era stata fissata agli inizi dell’anno, quando il Governo — dopo aver siglato l’accordo con la Libia — aveva stretto un patto con l’Anci, l’associazione dei Comuni: 200 mila persone. Un numero superato proprio in questi giorni. I dati forniti dal Viminale confermano l’impennata di sbarchi avvenuta nei primi mesi di quest’anno — 76.873 arrivi con un aumento pari al 13,43 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016 — ma anche le resistenze sempre più forti delle amministrazioni locali a mettere a disposizione strutture per i richiedenti asilo. Nonostante gli incentivi promessi, Comuni e Regioni non hanno manifestato alcuna intenzione di ampliare il numero dei posti. Èla Lombardia, con il 13%, la prima Regione per numero di migranti accolti seguita da Lazio e Campania con il 9%, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna con l'8%, Toscana, Puglia e la Sicilia con il 7% di presenze. Il porto di Trapani, quest'anno, risulta essere al settimo posto, per numero di arrivi, tra quelli italiani; questi i dati fino al 27 giugno: Augusta (con 12.288), Catania (8.830), Pozzallo (7.161), Reggio Calabria (5.606), Lampedusa (5.048), Palermo (4.938), Trapani (4.742), Vibo Valentia (4.657), Messina (3.479), Crotone (3.224), Salerno (2.896), Cagliari (2.734), Napoli (1.443), Taranto (1.419), Corigliano Calabro (1.197), Porto Empedocle (750), Brindisi (539) e Bari (248). Dopo l'ultimatum italiano la prima risposta dell''Unione Europea è stata che «la questione degli sbarchi è regolata dalla legge internazionale», ma poi è stato lo stesso commissario Avramopoulos ad ammettere che «la situazione dell’Italia è insostenibile. Non si può lasciare una manciata di Paesi a gestire l’emergenza, discuteremo di questo la prossima settimana a Tallin durante la riunione informale dei ministri di Giustizia e Interni, ma abbiamo tutti un obbligo umanitario di salvare vite». Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni è stato diretto nei confronti dell’Ue: «Alcuni Paesi devono smettere di girare la faccia dall’altra parte su questo problema» e anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condiviso la necessità di un intervento deciso. «Se il fenomeno dei flussi continuasse con questi numeri — ha detto il Capo dello Stato — la situazione diventerebbe ingestibile anche per un Paese grande e aperto come il nostro. Il fenomeno migratorio va governato assicurando contemporaneamente la sicurezza dei cittadini». Anche per il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha affermato che «l’Europa non si può girare dall’altra parte».

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