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Navi militari in sosta al porto, l'ammiraglio Maffeis: "Onoriamo la tradizione marinara della città"

20 Novembre 2016 15:05, di Ornella Fulco
Navi militari in sosta al porto, l'ammiraglio Maffeis: "Onoriamo la tradizione marinara della città"
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"Abbiamo scelto di fare sosta a Trapani, nell'ambito delle attività che ci vedono impegnati nell'esercitazione 'Mare Aperto', perché è una città dall'importante tradizione marinara e anche perchè i nostri equipaggi hanno una notevole prevalenza di personale siciliano". Così il contrammiraglio Alberto Maffeis spiega l'arrivo al porto cittadino, avvenuto ieri intorno alle 12, delle tre corvette "Chimera", "Driade" e "Sfinge", appartenenti alla classe "Minerva", che fanno parte delle unità della Marina Militare Italiana coinvolte nell'attività di esercitazione insieme a sommergibili, aerei dell'Aeronautica Militare e soldati di alcuni Reggimenti dell'Esercito. E proprio sull'importante valenza di questo lavoro congiunto tra diverse componenti dell'apparato militare italiano Maffeis ha posto l'accento: "Si tratta di attività necessarie per mantenere e migliorare i nostri livelli di efficacia e di prontezza operativa - ha detto - nell'ottica di quel processo di integrazione, già in atto da alcuni anni, indispensabile per assicurare la difesa degli interessi nazionali, nel quadro dei compiti che la Costituzione ci assegna e che vengono richiesti anche dagli accordi internazionali a cui l'Italia aderisce". La "Mare Aperto", iniziata lo scorso 15 novembre, si concluderà il prossimo 25 novembre. Sono circa 3000 gli uomini e le donne della Marina Militare Italiana impegnati e 16 navi, tra cui la portaerei "Cavour", oltre a sommergibili, aerei AV8B, elicotteri e una forza anfibia composta dai Fucilieri di Marina della Brigata "San Marco", dai militari del Reggimento Lagunari Serenissima, del 3° Reggimento Bersaglieri dell’Esercito, e gli aerei dell’Aeronautica Militare. Il contrammiraglio, prima di arrivare al comando delle Forze di pattugliamento per la Sorveglianza e la Difesa costiera, è stato anche, dallo scorso mese di giugno fino a quello di settembre, il Comandante in mare dell'operazione "Mare sicuro" . Le tre navi, specie stamane, complice la bella giornata di sole, sono state visitate da numerosi gruppi di cittadini, tra cui molti giovani, attratti dallo stagliarsi delle loro sagome sul panorama del porto. A fare gli onori di casa i rispettivi comandanti, tra cui il 32enne tenente di vascello Rino Gentile, originario della Costiera Amalfitana, che ci ha fatto da "cicerone" a bordo della "Driade". Sulle tre corvette sono attualmente imbarcati anche tredici ufficiali che attualmente la Scuola Comando Navale della Marina Militare tra cui saranno scelti i futuri comandanti delle navi militari. "E' bello - ci ha detto Gentile a proposito della sosta al porto di Trapani - dopo settimane e settimane trascorse in mare - poter assaporare il contatto con la gente. Noi e le navi su cui lavoriamo siamo al servizio e a protezione degli Italiani ed è giusto che i cittadini possano vedere più da vicino cosa facciamo". Molta curiosità, specie tra i più piccoli, ha destato nel corso della visita, la sala comando con le sue strumentazioni. "Anche se la Driade e le sue sorelle sono ormai delle 'vecchie signore' del mare perché hanno raggiunto o superato i 26 anni di attività - ha spiegato il comandante - le strumentazioni di cui siamo dotati sono le più aggiornate per consentirci di svolgere nel migliore dei modi i nostri compiti". E proprio una delle tre, la "Sfinge", si avvia alla dismissione - quella attuale è l'ultima attività a cui partecipa - ma, come ci hanno spiegato, tornerà a solcare i mari dopo una completa operazione di "refitting" da parte dei cantieri italiani prima di essere ceduta alla Guardia Costiera del Bangladesh. Un modo per l'Erario di "fare cassa" in tempi di spending review e di supportare anche la cantieristica nazionale e il suo indotto che sono espressione di altissimo livello tecnologico e di innovazione. Attualmente le tre corvette sono impiegate nell'attività di Vigilanza pesca nel Canale di Sicilia, una presenza che la Marina Militare Italiana assicura dal 1959 nelle acque internazionali maggiormente interessate dalle attività delle flotte pescherecce siciliane di fronte alle coste tunisine e libiche, e come "scuola" in cui si addestrano i futuri comandanti delle unità navali militari italiane. ©Riproduzione riservata

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