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“Nel Regno della mafia” di Napoleone Colajanni

03 Settembre 2021 13:49, di Francesco Graziano
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Presentata la ristampa del volume

È stata presentata a Palermo, in piazzetta Bagnasco, la ristampa del libro di Napoleone Colajanni “Nel Regno della mafia” ( Arti Grafiche Palermitane Edizioni di Gioacchino Edoardo Lazzara)  in occasione del centenario della morte dell’autore (1847-1921).

Un’operazione impreziosita dalle presentazioni del presidente dell’”Associazione per onorare la memoria dei caduti nella lotta contro la mafia” Carmine Mancuso secondo il quale ""è importante, oggi più che mai immersi come siamo nel tempo della cronaca che ci condanna a vivere in un eterno presente, “ ricordare un personaggio come Napoleone Colajanni che per tutta la vita ha combattuto contro ogni forma di corruzione e malaffare” . Il giornalista Felice Cavallaro, direttore della “Strada degli scrittori”, ci ha tenuto a ringraziare pubblicamente lo storico Lino Buscemi per essersi battuto affinchè un illustre siciliano come Colajanni “ che si schierò apertamente contro gli assassini del Marchese Notarbartolo” ( sindaco di Palermo dal 1873 al 1875 e Direttore Generale del Banco di Sicilia dal 1876 al 1890 assassinato, il primo febbraio del 1893, in un treno che dalle sue terre lo riportava in città. Colajanni insieme all’onorevole Di Trabia rivolse alcune interrogazioni a Giovanni Giolitti, che a quel tempo era Presidente del Consiglio nonché Ministro dell’Interno )  non venisse dimenticato".

Per Lino Buscemi ciò che manca principalmente è “ un dibattito serio sulla figura di Colajanni, un personaggio storico di fondamentale importanza, un uomo di azione e di pensiero, che non viene ricordato nemmeno dalle università dove  ha insegnato Statistica come quella di Palermo e quella di Napoli. Colajanni- ha continuato lo storico- aveva la schiena dritta, non era un voltagabbana, era un eretico, non gli interessavano le posizioni di potere. Denunciò sempre il connubio tra mafia e politica. Emanuele Notarbartolo si era messo contro un sistema di potere che regnava a Palermo e per questo venne barbaramente assassinato diventando cosi il primo ‘morto eccellente’ della mafia siciliana. Colajanni fa emergere il connubio tra criminalità mafiosa e potere politico, occupandosi del delitto Notarbartolo, e lo ha fatto perché era libero, non aveva padroni, era un eretico del pensiero che servirebbe anche all’Italia di oggi”.
Colajanni scrisse il libro proprio per denunciare , all’indomani dell’omicidio, i depistaggi dei carabinieri e
della magistratura, la scomparsa di molti reperti che potevano mettere sulle tracce degli assassini, le false testimonianze, l’intoccabilità di Palizzolo ( deputato in odore di mafia e amico intimo di mafiosi, sospettato fin da subito di essere il mandante dell’efferato omicidio) grazie alle sue aderenze.

La ristampa di questo libro rappresenta una pietra miliare dell’editoria, una lettura quanto mai attuale per capire non solo come il fenomeno mafioso sia nato , ma ancor di più come abbia potuto intrecciare la sua storia con quella della politica italiana, fino a non far distinguere più il politico dal mafioso e il mafioso dal politico.

Così parlava Colajanni nel 1900 : “ Il regno della mafia in Sicilia non cesserà se non il giorno in cui con una vera instauratio ab imis i siciliani acquisteranno la libertà vera, il diritto e i mezzi di punire i prepotenti , di mettere alla gogna i ladri e di assicurare a tutti la giustizia giusta!”.

L’evento è stato organizzato dall’associazione “Piazzetta Bagnasco” in collaborazione con Mondadori Point di via Mariano Stabile e le edizioni Arti Grafiche Palermitane.

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