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Trapani | Cronaca

Nuovo arrivo di migranti, tra di loro anche la salma di un uomo

27 Marzo 2017 22:57, di Ornella Fulco
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Sono arrivati alle 8 in 558 al molo Ronciglio sbarcando dalla "Vos Prudence", un rimorchiatore-nave di approvvigionamento off shore, battente bandiera...

Sono arrivati alle 8 in 558 al molo Ronciglio sbarcando dalla "Vos Prudence", un rimorchiatore-nave di approvvigionamento off shore, battente bandiera italiana, utilizzato da "Medici senza Frontiere". Insieme a loro  anche la salma di un uomo trasferita a bordo dopo essere stata recuperata dalla nave "Iuventa". I migranti, 524 uomini, 22 donne e  12 minori, principalmente provenienti da Pakistan, Afghanistan  e Nepal e da alcuni Paesi sub-sahariani, sono stati tratti in salvo in acque internazionali al largo della Libia, di fronte al porto di Sabratha, in due distinte operazioni avvenute domenica scorsa: una alle 2.15 con oltre 400 persone che si trovavano stipate su un barcone in legno che in precedenza era stato avvicinato da imbarcazioni SAR per la distribuzione di giubbotti di salvataggio. "Il mare era molto agitato e la barca di legno era sovraffollata ma, per fortuna, il salvataggio è andato bene e non ci sono stati gravi casi medici tra loro”, ha spiegato Matthias Kennes, coordinatore del progetto di MSF a bordo della "Vos Prudence". Altri 129 migranti erano su un gommone con donne e bambini, la maggior parte provenienti da Costa d'Avorio e Guinea Conakry e sono stati intercettati intorno alle 12.30. Il più giovane ha un mese e si chiama Abdul, è nato in Libia da dove la madre e la nonna sono fuggite. Anche questa è stata un'operazione di recupero drammatica perchè le persone si trovavano con l'acqua fino alla vita. Tra i migranti sbarcati anche un bimbo di sette anni, che ha viaggiato con la madre e la zia, e un altro neonato di sei mesi giunto con i genitori e i nonni. Vivevano in Libia da alcuni anni dopo aver lasciato il Pakistan. Una famiglia di sanitari, il nonno medico, la nonna infermiera, il padre dei bimbo studente di Medicina. "Siamo felici di essere qui perchè finalmente siamo in salvo, in un Paese dove saremo trattati da persone e non da animali", ha detto il medico. Le operazioni di prima accoglienza si sono svolte regolarmente grazie alla professionalità di tutti i soggetti coinvolti, dai sanitari dell'Asp e del Ministero della Salute ai volontari della Croce Rossa e delle associazioni, dalla Protezione civile alle forze dell'ordine  e agli operatori delle associazioni umanitarie. Come di consueto le persone giunte stamane sono state trasferite all'hotspot di Milo per essere sottoposte alle procedure di identificazione e fotosegnalamento prima di essere destinate ai centri di accoglienza

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