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Trapani

Occupazione a rischio per 32 dipendenti della Group Pellegrino Import Export

06 Febbraio 2017 11:54, di Redazione
Occupazione a rischio per 32 dipendenti della Group Pellegrino Import Export
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Protesta, stamane, davanti alla sede della Prefettura, da parte dei 32 lavoratori della Group Pellegrino Import Export Srl che rischiano di essere licenziati perché l'Agenzia dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha deciso di interrompere il contratto di affitto con la ditta che gestiva la cava di contrada Noce a Custonaci. A proclamare la protesta sono stati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil che hanno anche chiesto di incontrare, insieme a una delegazione di lavoratori, il prefetto per “sollecitare un intervento che risolva una situazione che sta mettendo seriamente a rischio il futuro occupazionale dei dipendenti”. In particolare, nel 2013, la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani aveva autorizzato l'amministratore giudiziario della cava ad affittare il terreno, sequestrato alla criminalità organizzata, all'azienda Group Pellegrino Import Export Srl. La stipula del contratto avvenne pochi mesi dopo e la ditta, dopo una serie di importanti investimenti economici, assunse una trentina di addetti e avviò l'attività estrattiva del marmo, versando allo Stato 45 mila euro all'anno. Lo scorso maggio, però, l'Agenzia dei Beni sequestrati e confiscati ha notificato all'azienda una ordinanza di sfratto. La cava è stata liberata lo scorso ottobre, nonostante l'azienda avesse chiesto di poterla acquistare o di proseguire con il contratto di affitto con una rimodulazione dei canoni. “Ciò che sta accadendo – dicono i segretari della Fillea Cgil Enzo Palmeri, della Filca Cisl Francesco Danese e della Feneal Uil Giuseppe Tumbarello – è estremamente grave e sta determinando gravi ripercussioni sul piano economico e occupazionale. L'utilizzo e la valorizzazione di un bene sequestrato e confiscato alla mafia – proseguono - rappresenta un segnale forte e importante per l'affermazione della legalità e la disponibilità e l'impegno delle imprese sane che subentrano alla mafia va sostenuta e incentivata”.

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