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Trapani | Cronaca

Omicidio Rostagno, legale 'ricorso contro ergastolo per errore di fatto'

16 Novembre 2021 08:20, di Redazione
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Legale famiglia Rostagno: "da boss Virga tentativo di riaprire pista interna"

Il ricorso straordinario alla sentenza definitiva all'ergastolo di Vincenzo Virga, ritenuto il mandante dell'omicidio di Mauro Rostagno, è stato presentato per "errore di fatto". E' quanto scrive, come apprende l'Adnkronos, l'avvocato Stefano Vezzadini nel ricorso presentato alla Suprema Corte di Cassazione. Virga è stato condannato all'ergastolo nel novembre del 2020. In particolare, il legale nel provvedimento lungo sette pagine, fa riferimento all'escussione di Renato Porcu, un ospite della comunità Saman. I giudici avevano "censurato come affetto da motivazione apparente quella della Corte del secondo grado in ordine al rigetto della richiesta di rinnovazione istruttoria dibattimentale avente ad oggetto l'escussione, tra l'altro, di Renato Porcu - scrive la difesa di Virga - la motivazione della Corte si fondava su una sintesi di ciò che questi avrebbe dovuto riferire considerata pletonica". Il legale poi spiega che la frase in questione è che "nei giorni antecedenti l'omicidio in Comunità Saman 'si respirasse un'aria molto pesante'".

E scrive quanto avevano detto i giudici della Cassazione nelle motivazioni: "Il diniego di rinnovazione istruttoria per l'esame di Antonio Fiorentino, di Renato Porcu e di Giuseppe Alastra non può essere valutato secondo il prospettato vizio dell'omessa assunzione di prova decisiva. Le richieste di prova furono avanzate ai sensi dell'articolo 507 cpp, sicché l'omesso accoglimento della sollecitazione di parte alla rinnovazione istruttoria in appello può essere valutato unicamente ai sensi dell'articolo 600 cpp. Sul punto però le argomentazioni della sentenza impugnata sono adeguate, coerenti e hanno dato compiuta risposta alle doglianze difensive".

Immediata la replica all'Adnkronos di Fabio Lanfranco, l'avvocato di parte civile del processo per l'omicidio di Mauro Rostagno. "A mio giudizio il ricorso straordinario presentato dal boss Vincenzo Virga è solo un tentativo di riaprire la pista interna definitivamente smentito in tre gradi di giudizio. La matrice mafiosa dell'omicidio è chiara così come il ruolo di mandante dell'omicidio Rostagno svolto da Vincenzo Virga". Lanfranca rappresentava nel processo Carla Rostagno, sorella del sociologo ucciso da Cosa nostra. Secondo il legale il boss vorrebbe "recuperare la testimonianza di uno degli ospiti della comunità Saman, in totale controtendenza rispetto a tutti gli altri che sono stati sentiti nel lunghissimo dibattimento, e che è stato correttamente inquadrato nell'insieme delle risultanze probatorie".

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