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Operazione della Guardia di Finanza per la repressione del caporalato [VIDEO] - Trapani Oggi

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Cronaca
Marsala

Operazione della Guardia di Finanza per la repressione del caporalato [VIDEO]

14 Maggio 2019 09:34, di Salvatore Morselli
Operazione della Guardia di Finanza per la repressione del caporalato [VIDEO]
Cronaca
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Operazione della Guardia di Finanza per la repressione del caporalato [VIDEO] Continua incessante la lotta al caporalato in agricoltura. Nella mattinata odierna, facendo seguito all’esito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, i finanzieri del Gruppo Trapani hanno eseguito quattro  provvedimenti cautelari di obbligo di dimora nei confronti di tre soggetti di nazionalità italiana ed un rumeno, appartenenti ad un’organizzazione criminale dedita allo sfruttamento di braccianti agricoli di nazionalità rumena.
Le stesse Fiamme Gialle hanno  eseguito la misura cautelare del sequestro preventivo della società cooperativa per mezzo della quale l’organizzazione operava e dei beni aziendali mobili ed immobili ad essa intestati, nonché contestuali e numerose perquisizioni presso le abitazioni ed i luoghi utilizzati dal sodalizio come basi operative per la gestione dell’attività illecita. Inoltre, al fine di salvaguardare la tutela dei lavoratori e la continuità al aziendale, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Marsala ha  disposto la nomina di un custode con funzione di amministratore giudiziario dei beni sequestrati - del valore di circa 400.000,00 euro – all’ Azienda che forniva da diversi anni servizi di manodopera a diverse ed importanti aziende agricole del territorio trapanese e non solo. Le indagini sono state avviate nel  2016 e si sono sviluppate con l’assunzione di informazioni da parte delle decine di braccianti agricoli vittime dello sfruttamento, con l’attività di osservazione, pedinamento ed intercettazione delle conversazioni telefoniche degli indagati, nonché quella di sopralluogo dei fondi coltivati con l’ausilio di personale dell’Ispettorato del Lavoro di Trapani. Tutto ciò ha acclarato che da quasi un decennio esiste  nel Trapanese un’attività criminale organizzata dedita allo sfruttamento di braccianti agricoli di nazionalità rumena. I lavoratori venivano reclutati ed accompagnati sui campi da lavoro (nella disponibilità della predetta Cooperativa in virtù di contratti di affitto e/o comodato) di Marsala, Mazara del Vallo, Partanna, Salemi, Castelvetrano e Pantelleria per essere ivi impiegati a nero ed in condizioni vessatorie, sottoposti a continua sorveglianza e violenze, intimidazioni, offese a  sfondo razziale, minacce, talvolta anche mediante uso delle armi, per un compenso di tre euro all’ora a giornata lavorativa di undici, dodici ore, dal lunedì al sabato, dalle cinque del mattino alle quattro del pomeriggio con la possibilità d fruire al massimo di mezz’ora per la pausa pranzo. La complessa attività investigativa ha consentito di accertare le peculiari modalità con le quali si realizzava la sottoposizione dei lavoratori stranieri alle gravissime forme di sfruttamento e di approfittamento del loro stato di bisogno e necessità, molti dei quali dovevano mantenere le loro famiglie che si trovavano in condizioni economiche estremamente disagiate. I lavoratori intermediati erano perennemente esposti a situazioni di grave pericolo, essendo impegnati in attività di spietratura dei terreni, potatura delle coltivazioni con l’uso di forbice elettrica, zappatura, raccolta delle uve e spargitura di diserbanti, insetticidi ed altri fitofarmaci altamente nocivi, mediante pompe a mano senza sosta alcuna, in qualunque condizione meteorologica, in assenza di alcun presidio che garantisse la tutela della loro sicurezza, costretti ad astenersi dal richiedere le cure nei presidi ospedalieri e, comunque, a celare la causa degli infortuni occorsi. In molti casi, addirittura, a seguito di incidenti sul lavoro, i lavoratori, pur feriti agli arti superiori o agli occhi, sono stati costretti a non ricorrere alle cure mediche e, quasi sempre, a continuare il proprio turno di lavoro. Allorquando alcuni di essi, a causa della gravità delle ferite riportate, si presentavano presso i presidi ospedalieri per le cure del caso, venivano minacciati e costretti a mentire sulle cause dell’infortunio per salvaguardare il posto di lavoro. Tutto ciò in totale violazione delle normative in materia di contratti collettivi di lavoro, sicurezza ed igiene dei luoghi di lavoro, con evidenti vantaggi economici per gli indagati che riuscivano a fare concorrenza sleale verso gli altri lavoratori in specie italiani. L’operazione in rassegna conferma che un crescente numero di lavoratori provenienti da Paesi europei, come Romania e Bulgaria, viene sfruttato da disonesti datori di lavoro i quali approfittano del loro diritto di circolare e lavorare liberamente nei Paesi dell’Unione europea per occuparli irregolarmente, senza tuttavia incorrere nelle sanzioni penali previste per l’impiego di stranieri extracomunitari. Con questo intervento, che fa parte del complesso di attività ed iniziative che la Guardia di Finanza dispiega a tutela del mercato del lavoro per contrastare le più gravi forme di prevaricazione e sfruttamento in danno dei lavoratori dipendenti, si vuole mirare alla  salvaguardia dell’interesse degli imprenditori onesti. 
 
 

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