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Cronaca
Mazara del Vallo

Operazione "Mercato Globale". A Mazara prodotti ittici privi di tracciabilità e altri scaduti da anni

21 Dicembre 2019 11:18, di Laura Spanò
Operazione "Mercato Globale". A Mazara prodotti ittici privi di tracciabilità e altri scaduti da anni
Cronaca
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Arrivano i primi dati dall'operazione messa in atto su tutto il territorio italiano dal Comando Capitanerie di Porto. Per ciò che riguarda la Sicilia, in uno stabilimento ittico di Mazara del Vallo è stata accertata la presenza di una notevole quantità di prodotto ittico (circa 2,2 quintali) privo delle informazioni obbligatorie previste dalla normativa di settore: i cartoni si presentavano privi di etichette, così come le singole confezioni interne e non venivano esibite fatture o documentazione comprovante l’acquisto. Altri prodotti ittici, seppur provvisti di etichette, risultavano scaduti da anni.Dunque prodotti ittici scaduti da anni destinati alla vendita, altri completamente privi di ogni etichetta e rintracciabilità, altri ancora conservati in vasconi accanto ad esemplari morti. E’ questo lo scenario da incubo che emerge dalle ispezioni della Guardia Costiera nell’ambito dell’operazione "Mercato Globale" finalizzata ad accertare la qualità del pesce in arrivo sulle tavole natalizie degli italiani.
Ad oggi sono state compiute oltre 13mila verifiche, sequestrate circa 80 tonnellate di prodotto ittico non conforme, effettuati oltre 600 sequestri (di cui 355 attrezzi da pesca), ed elevate sanzioni per un importo superiore a 1,3 milioni di euro. Gli accertamenti sulla filiera ittica, oltre che in mare, sono stati condotti presso i grossisti (330 verifiche), presso la grande distribuzione (574 verifiche), come pure sui piccoli esercizi commerciali (4.454 verifiche a ristoranti, pescherie, mercati ittici).
"Tutti questi controlli - ha sottolineato il Comandante del Corpo delle Capitanerie di porto, Ammiraglio Giovanni Pettorino - si inseriscono anche in un quadro di «tutela dei pescatori italiani dalla concorrenza sleale" che è sempre più agguerrita, come è evidenziato dal fatto che "il pesce italiano che finisce sulle nostre tavole è circa il 25% di quello totale".
Un concetto, questo, condiviso anche dalla ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova. "Quando il consumatore fa la spesa - ha avvertito Bellanova - e trova ripetutamente sconti su pesci pregiati, deve sapere che quello sconto lo stanno pagando in parte i pescatori, che subiscono una concorrenza sleale, e in parte la salute del consumatore stesso".
 

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