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Cronaca
Calatafimi Segesta

Operazione Phimes: chi sono gli indagati dell'operazione dei carabinieri a Calatafimi

20 Febbraio 2020 08:30, di Laura Spanò
Operazione Phimes: chi sono gli indagati dell'operazione dei carabinieri a Calatafimi
Cronaca
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Nell'ambito dell'operazione Phimes che ha smantellato una rete corruttiva attorno al parco
archeologico di Segesta sono state notificate informazione di garanzia ad altri cinque indagati: Maria
Craparotta
(moglie di Salvatore Craparotta), all’ex sindaco di Calatafimi Segesta Vito Ssciortino, al Comandante e due appartenenti alla Polizia Municipale di Calatafimi Segesta per i reati di
favoreggiamento, abuso d’ufficio e falsità materiale ed ideologica."La moglie di Craparotta convocata dai militari della Compagnia per essere interrogata nell’aprile 2019, scrivono gli investigatori - concordava dapprima con il marito la versione da fornire ai militari e,
successivamente, contattava la moglie di Isca per informarla, aiutandolo così ad eludere le
investigazioni".
L’ex Sindaco Sciortino dovrà invece rispondere di abuso d’ufficio e falsità materiale
ed ideologica,
"perché senza averne titolo (in quanto l’area archeologica, prima di diventare Ente
Autonomo, dipendeva direttamente dal Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Sicilia),
imponeva alla direzione del parco archeologico di Segesta, mediante l’adozione di un atto a sua
firma - informale e privo di protocollo –di non far parcheggiare veicoli al suo interno, in tal modo
favorendo l’attività di parcheggio di Isca".
Gli altri tre componenti della Polizia Municipale di Calatafimi Segesta coinvolti nella vicenda e che hanno ricevuto avvisi di garanzia sono: il Comandante della Polizia Municipale Giorgio Collura, l’Ispettore Leonardo Accardo e l’Agente Vito Accardo "devono rispondere, a vario titolo, di abuso d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio e falsità materiale ed ideologica in atti pubblici, condotte finalizzate ad agevolare l’attività dell’azienda di Isca ed a penalizzare quelle concorrenti".
I provvedimenti sono stati emessi dal GIP del Tribunale di Trapani, Piero Grillo,le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Francesca Urbani e dalla Procura della Repubblica di Trapani ed effettuate dai carabinieri della Compagnia di Alcamo.

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