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Operazione su mafia e droga "Gordio", in manette ericino al rientro dalla Svizzera - Trapani Oggi

Erice | Cronaca

Operazione su mafia e droga "Gordio", in manette ericino al rientro dalla Svizzera

09 Luglio 2021 12:06, di Redazione
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Fabio Giacalone, 41 anni, è accusato di traffico di droga

Era indagato nell’operazione "Gordio" effettuata da carabinieri e Dia e che aveva portato all’arresto 81 persone, in un'indagine su mafia e traffico di droga. Fabio Giacalone, 41 anni, di Erice, accusato di associazione mafiosa e traffico di stupefacenti, si trovava in Svizzera. Su di lui pendeva un provvedimento di arresto europeo. Ieri mattina Giacalone è tornato in Sicilia e all'aeroporto Falcone Borsellino ha trovato i carabinieri che lo hanno arrestato e portato nel carcere Pagliarelli.

Era l’unico ad essere sfuggito al maxi blitz contro il giro di droga gestito dai Fardazza fra Partinico, Palermo e Trapani.  

Gli investigatori lo indicano come un elemento di spicco del gruppo di Gioacchino Guida. Tra gli accertamenti effettuati nel corso delle indagini dai carabinieri, c'è un incontro a Terrasini a cui avrebbero preso parte proprio Guida, Giacalone e un altro indagato, Massimo Ferrara.

«Lo scopo dell’incontro non era solo quello di godersi un momento di svago consumando un pasto in compagnia delle rispettive famiglie - scrivono gli inquirenti -, ma anche e soprattutto l'occasione per potersi confrontare circa la fornitura di hashish acquistata da e per conto della loro organizzazione, dai palermitani». In due conversazioni, sostiene l’accusa, gli «indagati chiarivano che l'hashish acquistato a Palermo, era destinato alle piazze di spaccio trapanesi e dibattevano in merito alla tipologia di stupefacente da spacciare ed i relativi costi e guadagni». Giacalone avrebbe trattato in «prima persona consegne di stupefacenti ai pusher trapanesi, nella fattispecie a tale Riccardo il grosso».

I carabinieri tracciano pure una delle staffette organizzate dai corrieri per trasportare la droga. In un caso identificano Raffaele Guida e Angelo Cucinella. Il primo indica «al suo interlocutore che avrebbe dovuto seguire sino a Trapani una Fiat Bravo, condotta, al di là di ogni ragionevole dubbio, da Fabio Giacalone».

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