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Paceco

Paceco protesta per le Messe

10 Novembre 2009 07:52, di Niki Mazara
Paceco protesta per le Messe
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Paceco 10-11-2009  – Con una lunga ed articolata lettera quasi duemila abitanti di Paceco hanno chiesto al Vescovo che almeno una delle Messe domenicali e festive tra quella delle 11 e quella delle 19 venga celebrata nella Chiesa Madre del paese e non nella nuova Chiesa sorta alla periferia di Paceco. Nella nota i parrocchiani scrivono. " La comunità cattolica di Paceco, nell’esprimere gratitudine alla V.E. per aver caldeggiato presso gli organi competenti la costruzione di una nuova Chiesa ed essersi adoperato per la sua realizzazione dopo decenni di gestazione del progetto dell’opera, non può mancare tuttavia di comunicare il forte disagio che l’attuale organizzazione delle funzioni religiose domenicali e festive, in riferimento alla loro dislocazione, comporta nell’intera comunità che attorno alle celebrazioni Eucaristiche raccoglie parrocchiani di tutte le età. Come V.E. sa, la nuova Chiesa sorta all’estrema periferia di Paceco, dista dal centro più di un km, e, dall’altra parte del paese, oltre due: distanza incolmabile da coprire a piedi da parte della stragrande maggioranza dei parrocchiani non più in età di lunghe deambulazioni o semplicemente ammalati o in altre difficoltà fisiche. Né è pensabile che tutti abbiano auto o accompagnatori sempre e comunque disponibili. Di tale disagio materiale( ma anche sentimentale di non poco conto) il 30 settembre se ne è parlato con il nostro parroco Don Salvo in un incontro tenutosi presso il salone annesso alla Chiesa Madre “Parrocchia Santa Caterina”. In modo chiaro, don Salvo ha spiegato ai numerosi intervenuti in rappresentanza della comunità cittadina la motivazione, sicuramente di natura spirituale, del provvedimento adottato da V.E. ma purtroppo non confacente con le esigenze dei parrocchiani, inteso a spostare in via definitiva le celebrazioni Eucaristiche domenicali e festive delle ore 11 e delle ore 19 dalla Chiesa Madre alla nuova “Regina Pacis” e contestualmente a sospendere le omologhe celebrazioni delle ore 10 e delle ore 18 presso la Chiesa del “Porto Salvo”. A sedare il malumore dei presenti, civilmente espresso, don Salvo ha aggiunto che i parrocchiani che non potessero recarsi nella nuova Chiesa potranno sempre usufruire delle altre due opportunità: la Messa serotina del sabato celebrata sia presso la Chiesa del Porto Salvo che in Matrice e delle Messa mattutina domenicale delle ore 8.30 in Matrice.Tale proposta alternativa, tuttavia  non risolverebbe le esigenze della comunità poiché entrambe le Messe Vespertine del sabato vengono già, da sempre, celebrate e, considerata la scarsa capienza delle due Chiese, sono sempre entrambe affollatissime; viceversa la Messa domenicale delle 8.30 in Matrice raccoglie, soprattutto in periodo invernale, pochi parrocchiani in emergenza. Poste queste premesse, le nostre due Chiese storiche, private delle celebrazioni Eucaristiche domenicali e festive di maggiore affluenza, oggi non rispondono più appieno alle esigenze della comunità essendo sì entrambe aperte per funzioni Eucaristiche della domenica (serali in Matrice, mattutine in “Porto Salvo” ) e per le ordinarie attività infrasettimanali parrocchiali e burocratiche, e ancora per episodi personali come matrimoni e battesimi ( solo se espressamente richiesti), ma si tratta sempre di momenti che nell’economia della vita parrocchiale non trovano coinvolta la maggioranza della comunità cittadina. Particolare amarezza esprime a V.E tutta la cittadinanza per il lento processo di abbandono e di degrado (e la Chiesa del Rosario, gioiello d’arte e di storia, purtroppo, docet), cui andrebbe incontro perdurando questo stato di cose, la nostra vecchia chiesa Madre, Parrocchia “Santa Caterina Vergine e Martire”, che racchiude e custodisce la fede e i sentimenti privati e personali di ciascuno di noi parrocchiani, che è stata fulcro vitale di attività pastorale; che ha visto passare ben quattro secoli il testimone della fede di padre in figlio e consegnare la storia di piccoli e grandi avvenimenti collettivi ai nostri giovani. Con la presente petizione, nel chiedere rispettosamente a Vostra Eccellenza di considerare benevolmente la possibilità di ripristino di almeno una celebrazione Eucaristica nella mezza mattinata domenicale e festiva, presso la nostra amata Chiesa Madre, al fine di soddisfare le esigenze espresse prima, la comunità cattolica di Paceco ringrazia sentitamente e porge auguri di buon lavoro pastorale”. Sin  qui la nota. Successivamente una delegazione di cittadini guidata dal sindaco Biagio Martorana ha incontrato il Vescovo Micciché che ha ribadito la sua risposta negativa in modo netto e perentorio.  “Alla  mia sottolineatura  che la petizione recasse in calce circa duemile firme, ha detto il sindaco Martorana, il Vescovo ha risposto che duemila non sono dodicimila (gli abitanti di Paceco)”. Un irrigidimento che ha amareggiato i parrocchiani facendo avere buon gioco a quanti da tempo auspicano una presa di posizione dura e conflittuale, anche perché in tanti temono che la Matrice venga “spogliata” dei suoi quadri secenteschi e dell’organo restaurato a favore nella nuova Chiesa. Da qui la ormai quasi certa organizzazione di  una manifestazione di piazza e una marcia su Trapani, sede del Vescovado, mentre c’è chi, amareggiato, evidenzia come l’atteggiamento di chiusura del Vescovo sia di negazione della storia del paese, quasi un atto colonizzatore, in stridente contrasto con quanto avviene oggi quando si cerca il dialogo su fatti importanti quali  la battaglia  per mantenere appeso il crocefisso nelle scuole e di contro ben poco o nulla si faccia affinché  anziani ed indigenti abbiano la possibilità di seguire, in Chiese più accessibili, le funzioni religiose.       

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