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Pesca del novellame, Tumbiolo “Ok Crocetta”, gli ambientalisti protestano

13 Febbraio 2013 10:17, di Niki Mazara
Pesca del novellame, Tumbiolo “Ok Crocetta”, gli ambientalisti protestano
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Sul recente provvedimento adottato dalla Regione in materia di pesca al novellame interviene il Presidente del Distretto Produttivo della Pesca-Cosvap, Giovanni Tumbiolo che difende l'operato della giunta regionale. “ C'è troppa disinformazione e forse un po’ di strumentalizzazione in merito al provvedimento disposto dalla Regione Siciliana sulla possibilità temporanea per la pesca a novellame. Intanto –ha spiegato Tumbiolo- la pesca è vietata nel tratto di mare che va da Trapani a Capo Passero ed essa è limitata a 40 giorni e soltanto nelle ore diurne. Inoltre –ha proseguito- può essere esercitata con sistemi a “sciabica” o “circuizione” ed è ridotta di fatto a poco più di un centinaio di imbarcazioni rispetto alle oltre trecento degli anni precedenti. Tutta questa attività –ha sottolineato il Presidente del Distretto- verrà monitorata dagli studiosi, dal CNR, al fine di avere una chiare informazioni sulle disponibilità delle risorse pescabili”. Tumbiolo interviene anche sul divieto di pesca a novellame imposto dall’UE: “Quella dell’UE –ha ffermato- è una delle tante ingerenze esercitate sulla attività della Regione Siciliana che finalmente adotta uno strumento serio e responsabile finalizzato a salvaguardare il lavoro e l’occupazione in un’area di profondo disagio sociale ed economico. Appare irriguardoso nei confronti della cultura siciliana l’intervento del Commissario Europeo alla Pesca, Maria Damanaki, nei confronti del nostro scrittore Andrea Camilleri e sul suo noto personaggio del commissario Montalbano. Siamo orgogliosi –ha concluso- di Andrea Camilleri che ci racconta il buono e sano cibo di cui è intrisa la tradizione gastronomica siciliana”. Di parere contrario alcune associazioni ambientalistiche quali Legambiente, GreenLife, Marevivo, WWF e Greenpeace. Questi in una nota attaccano il presidente Crocetta che ha concesso una deroga “ in barba alla normativa europea che vieta la pesca al novellame (bianchetto e rossetto), ai pareri scientifici e ad ogni logica di gestione sostenibile delle risorse marine, concede per 40 giorni la possibilità di pesca al bianchetto, rossetto e cicerello, specie già dichiarate gravemente sovrasfruttate e per le quali già dal 1 giugno 2010 non è più consentita la pesca (Reg. Mediterraneo).“La scellerata ed arbitraria scelta della Regione Sicilia di concedere l’ennesima, vergognosa deroga sul novellame puzza molto di regalia pre-elettorale e soprattutto rappresenta una nuova minaccia per il mare, le sue risorse e il futuro della pesca e dei pescatori”, dichiarano congiuntamente i rappresentanti di Legambiente, GreenLife, Marevivo, WWF e Greenpeace. Per ogni chilo di novellame, ovvero il pesce come il bianchetto e il rossetto pescati ancora neonati, si perdono fino a 2 quintali di pesce adulto: un vero e proprio scempio di risorse che non solo danneggia il mare, ma che minaccia la sopravvivenza della pesca stessa. La crisi del settore, da anni “vittima” di logiche e politiche di corto respiro che hanno negli anni portato all’attuale impoverimento delle risorse ittiche (-90% nel Mediterraneo e -47% nell’Atlantico!!), non si risolverà attraverso concessioni arbitrarie come quella fatta dalla regione Sicilia, ma solo garantendo la sostenibilità delle attività di pesca e il rispetto delle regole. E’ quello che anni chiedono le associazioni ambientaliste italiane e che la stessa Unione Europea ha imposto ai Paesi membri, obbligati a presentare dei Piani di Gestione e di sfruttamento delle risorse in linea con i pareri scientifici che, come per il caso del novellame in Sicilia, avevano già ampiamente dato un parere contrario a nuove concessioni di pesca per bianchetto, rossetto e cicerello, specie già gravemente sovra sfruttate. “Siamo decisi a non permettere che questo scempio si ripeta indisturbato e ci siamo già attivati con azioni forti contro questo decreto, sia a livello nazionale che attraverso l’Unione Europea e la Corte dei Conti e allo stesso tempo ci auguriamo che il Ministro Catania intervenga immediatamente con azioni forti contro questo vergognoso provvedimento della regione Sicilia” concludono i rappresentanti di Legambiente, GreenLife, Marevivo, WWF e Greenpeace.

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