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Pescherecci mazaresi mitragliati, l'armatore: "ci deve scappare il morto?" - Trapani Oggi

Mazara del Vallo | Cronaca

Pescherecci mazaresi mitragliati, l'armatore: "ci deve scappare il morto?"

07 Maggio 2021 11:48, di Redazione
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La versone della Marina Militare italiana e della Marina Militare Libica

"Ci deve scappare il morto per fare intervenire il Governo?...", commenta Marco Marrone, l'armatore del peschereccio Medinea, sequestrato dai libici per 108 giorni. Ha appena saputo quanto accaduto in Libia con il ferimento del comandante del peschereccio Aliseo. "Le barche non sanno più dove andare - dice - sono tutte ammassate in uno specchio di mare tra Malta e Lampedusa, anche la mia". E su quanto accaduto in Libia, spiega: "Rischiano ogni giorno la vita. Ora hanno colpito il comandante e lo hanno ferito, spero non serva il morto per fare intervenire definitivamente il governo".  "Serve un accordo europeo al più presto - insiste - oppure il governo deve mettere una vigilanza. E' l'unica soluzione, senza accordo europeo non cambia nulla". "Dobbiamo lavorare in zone sicure -  conclude - le barche sono tutte concentrate in uno stesso punto".

Intanto il peschereccio "Aliseo" è in rotta verso Mazara del Vallo dove arriverà nella prima mattinata di domani. Il natante è stato colpito ieri da colpi d'arma da fuoco sparati da una vedetta libica: sette gli uomini di equipaggio a bordo tra i quali il comandante Giuseppe Giacalone che è rimasto ferito in maniera non grave, colpito da schegge di vetro frantumato a seguito degli spari. Il grave episodio è avvenuto in acque internazionali, a 35 miglia dalla costa libica, ma all'interno della Zona che unilateralmente i libici considerano "Zona di protezione di pesca". La Marina Militare è intervenuta sul posto con nave Libeccio: un intervento che ha scoingiurato ulteriori tentativi di assalto da parte delle vedette libiche.

La nota della Marina italiana

I tre pescherecci italiani si trovavano "all'interno della Zona di protezione di pesca (Zpp) libica, nelle acque della tripolitana", quando sono stati fatti oggetto di alcuni colpi di avvertimento da parte di una motovedetta Libica. È quanto afferma la Marina Militare sottolineando che subito dopo i colpi, il comandante dell'Aliseo è stato portato a bordo della motovedetta libica "per presunti accertamenti medici e poi rilasciato. Già tre giorni, afferma ancora la Marina, i motopesca Artemide, Aliseo e Nuovo Cosimo, assieme ad altre quattro imbarcazioni italiane, erano stato oggetto di un tentativo di sequestro sempre all'interno della Zpp libica. Un sequestro sventato grazie al "tempestivo intervento" di nave 'Alpino' della Marina.

La versione della marina libica

La Marina libica, che controlla la Guardia costiera, ha smentito di aver sparato "contro" pescherecci italiani, ma ammesso che sono stati esplosi "colpi di avvertimento in aria" per fermare imbarcazioni da pesca che a suo dire avevano sconfinato in acque territoriali libiche. "Non ci sono stati colpi esplosi contro imbarcazioni, ma colpi di avvertimento in aria", ha detto al telefono all'Ansa il commodoro Masoud Ibrahim Abdelsamad, portavoce della Marina libica senza fornire per il momento ulteriori dettagli sull'incidente. Il portavoce di Abdelsamad ha affermato di aver appreso dai media del ferimento.

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