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Pista ciclabile: botta e risposta tra il sen. Santangelo e il sindaco Tranchida - Trapani Oggi

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Politica
Erice

Pista ciclabile: botta e risposta tra il sen. Santangelo e il sindaco Tranchida

07 Ottobre 2015 13:45, di Ornella Fulco
Pista ciclabile: botta e risposta tra il sen. Santangelo e il sindaco Tranchida
Politica
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Il senatore trapanese Maurizio Santangelo ha reso noto di aver presentato un esposto alla Procura a Trapani sulla pista ciclabile di Erice. "E' trascorso già un anno - si legge nella nota diffusa dall'esponente del Movimento 5 Stelle - da quando è venuta alla ribalta della cronaca la vergogna della pista ciclabile. L'ennesima incompiuta è ormai sotto gli occhi di tutti e, come sempre, a pagare le conseguenze delle inefficienze amministrative, del mancato rispetto degli appalti pubblici, sono i cittadini". Secondo Santangelo dall'accesso agli atti riguardanti il progetto "finanziato con soldi pubblici - solo il Ministero dell'Ambiente per l'opera sborserebbe 340.956,85 euro - sono emersi importanti elementi che rilevano una gestione non proprio regolare, per usare un eufemismo, da parte dell'amministrazione comunale di Erice". Tali "irregolarità" sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Trapani per "indagare e verificare la sussistenza di responsabilità penali, civili ed amministrative in capo ai dirigenti responsabili e agli amministratori comunali". "Tra le tante incongruenze che si possono leggere negli atti - prosegue il senatore - quelle più gravi sono senz'altro legate "all'acquisto e all'assemblaggio delle attrezzature al bike sharing" che il Comune di Erice comunicava al Ministero preposto di aver effettuato. Non c'è traccia di alcuna documentazione, almeno negli atti a cui si è avuto accesso, che testimoni l'effettivo acquisto e il fatto potrebbe assumere rilevanza penale". "Che fine ha fatto - chiede Santangelo - la "mega fornitura di bici con sistema assistito che doveva incidere per 185 mila euro, cioè il 50% dell'appalto complessivo" come dichiarato dal sindaco Tranchida l'anno scorso in conferenza stampa? Sarà la magistratura a fare le opportune verifiche mentre una responsabilità sul piano politico per il mancato compimento dell'opera, oggi consistente solo in una striscia di colore rosso, ormai sbiadita, che serpeggia nella cittadina, risulta innegabile". "Sono sei o sette, si è perso il conto - si legge ancora nella nota del parlamentare trapanese - le proroghe richieste dal sindaco al Ministero per iniziare e terminare questi lavori. L'opera è stata ammessa finanziamento dal Ministero con decreto dell'8 febbraio 2011 e i lavori, come da relativo bando, dovevano iniziare entro 120 giorni dalla concessione del finanziamento e provvedere al completamento delle opere entro il termine dei successivi 365 giorni. Se la matematica non è un'opinione, a noi i conti non tornano. Siamo nel 2015 e la pista ciclabile dov'è? Il Comune di Erice ha beneficiato di proroghe per un periodo cumulativo superiore a 180 giorni in contrasto di quanto previsto all'art. 10 del comma 7 del bando. Proroghe di volta in volta, supportate da svariati motivi, dal flusso turistico, alle modifiche normative sulla legge degli appalti, chi più ne ha, più ne metta! Per non parlare poi di tutte gli altri "intoppi" contingenti: revoca del mandato all'impresa appaltatrice, cambiamento del responsabile del procedimento, del direttore dei lavori, insomma un parterre di scuse, di giustificazioni che in realtà si riconducono ad una sola e triste considerazione: l'amministrazione di Erice non è in grado di sfruttare un'importante opportunità che consente a questo comune, non solo di offrire un servizio ai suoi cittadini, ma di essere un esempio tutto italiano di sviluppo e di innovazione, da mostrare ai tanti turisti europei che ogni anno visitano questo luogo incantevole". La replica del sindaco Giacomo Tranchida sulla presentazione dell'esposto in Procura e sui passaggi burocratici del progetto non è tardata ad arrivare. "Non nascondo sorpresa - si legge nella sua nota - nell’apprendere di tale intempestiva e temeraria azione, atteso che già nell’ottobre del 2014 ho presentato, nella qualità di sindaco, all’Autorità giudiziaria apposita denuncia circa le anomalie riscontrate nella cattiva esecuzione dei lavori e nella “superficiale“ attività di controllo da parte del dirigente comunale incaricato. Conseguentemente, abbiamo nei termini di legge revocato l’appalto e avviato un contenzioso anche per il danno all’immagine contro la ditta esecutrice, nonché rimosso il responsabile dei lavori, peraltro non riconfermandolo dirigente del settore Lavori Pubblici e contestualmente avviando la procedura sanzionatoria secondo le condizioni contrattuali di lavoro". "Mi auguro - prosegue il sindaco di Erice - che il senatore Santangerlo rinunci all’immunità parlamentare e, da semplice cittadino, si assuma la responsabilità delle calunniose affermazioni in danno di altri cittadini che, di certo, dallo stesso Santangelo non prendono lezioni di legalità. Tranchida motiva la mancata fornitura delle biciclette e della tecnologia del bike sharing con le lungaggini relative alla procedura di revoca dell’appalto avviata dall'amministrazione comunale e alla riapprovazione del progetto di completamento, comprensivo della fornitura delle biciclette e della tecnologia del bike sharing, e contestuale nuova gara di appalto: "Sono assai lunghe - spiega il primo cittadino di Erice - e dettate dalle stesse norme procedurali che forse il senatore Santangelo è chiamato ad emanare e, con l’occasione, mi auguro in futuro a semplificare, rendendo l’Italia per davvero un Paese europeo anche in termini di snellimento delle procedure sui lavori pubblici". Tranchida invita il senatore Santangelo ad "un pubblico confronto in qualunque sede onde aver modo di confutare in contraddittorio talune affermazioni temerarie e di renderlo edotto, assieme agli ericini, delle procedure di legge che in materia ci portano a poter appaltare il completamento dell’opera, compresa la fornitura delle biciclette e delle forniture tecnologiche, entro l’anno e nei termini previsti dalle proroghe ministeriali. Se poi vogliamo anticipare i tempi della campagna elettorale, nelle piazze andremo eventualmente a chiarire chi è il “Pinocchio” di tutta questa storia".

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