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Pizzolungo: 35 anni e nessuna giustizia per Barbara, Salvatore e Giuseppe (VIDEO) - Trapani Oggi

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Cronaca
Erice

Pizzolungo: 35 anni e nessuna giustizia per Barbara, Salvatore e Giuseppe (VIDEO)

02 Aprile 2020 13:45, di Laura Spanò
Pizzolungo: 35 anni e nessuna giustizia per Barbara, Salvatore e Giuseppe (VIDEO)
Cronaca
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L'emergenza coronavirus ha stravolto la vita di ognuno di noi ma rimane indelebile il ricordo di quel 2 Aprile di 35 anni fa a Pizzolungo, quel botto e quella strage di innocenti.  Ancora oggi nonostante le restrizioni e le nuove disposizioni del governo, a Pizzolungo si è voluto ricordare Barbara Rizzo Asta, e i suoi gemellini di sei anni, Salvatore e Giuseppe. Purtroppo a causa della situazione che si sta vivendo al momento sono state rimandate ad altra data tutte le manifestazioni che il Comune di Erice ormai da anni porta avanti con l'evento "Non ti scordar di me". Una manifestazione con la quale si vuole perpetuare il ricordo di quel tragico attentato, diretto al magistrato Carlo Palermo.Stamane sul luogo dell'attentato dove sorge la stele dedicate a queste vittime innocenti che ancora oggi gridano "giustizia", poche persone, ma sappiamo rappresentavano i tanti, a partire da Margherita Asta (figlia e sorella) bloccata a Parma a seguito dell'emergenza Covid/19, che di anno in anno si ritrovano a Pizzolungo per un momento di preghiera comune.
"Sono rimasta - dice Margherita - per raccontare la storia di Barbara, Salvatore e Giuseppe". Una storia che a Trapani passata l'emozione del momento in pochi volevano ricordare. "Loro tre - riprende Margherita - legati da un incredibile destino, nati lo stesso giorno, il 22 Febbraio, morti tutti e tre il 2 Aprile". Margherita lo dice sempre e ce lo ricorda sempre: "Per Pizzolungo attendiamo ancora verità e giustizia, e non è vero che la verità non si possa trovare, perché gira per le strade della mia città, ancora oggi. Attendiamo verità e giustizia per Barbara, Salvatore e Giuseppe e nello stesso tempo vogliamo sapere, lo pretendiamo, perché Carlo Palermo doveva essere ucciso. Con Carlo Palermo siamo sullo stesso fronte, ognuno di noi ha perso qualcosa di importante, io i miei familiari, lui il suo lavoro, la sua serenità"

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