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Poma ricorda Ciaccio Montalto

24 Gennaio 2011 16:01, di Niki Mazara
Poma ricorda Ciaccio Montalto
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Valderice, 24 gennaio 2011 - Domani ricorre il 28° anniversario della uccisione a Valderice del giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto. Il presidente del consiglio provinciale Peppe Poma, nel ricordare come il giudice ucciso sia stato il primo a indagare dentro i santuari della finanza sporca, lo ricorda come: "Un magistrato integerrimo, un servitore dello Stato realmente meritevole di rappresentare al più alto livello le istituzioni della giustizia, ucciso non solo per le efficaci indagini condotte sui traffici internazionali di droga e relative raffinerie ma anche per avere osato, primo magistrato ad applicare la “legge La Torre”, mandare la polizia giudiziaria dentro i santuari della finanza sporca, cercando di colpire direttamente al cuore quel coacervo di inconfessabili interessi economici, criminali e mafiosi il cui humus consente, ancor oggi, che la mala pianta continui ad allignare". A 28 anni dal brutale assassinio, avvenuto in via Carollo a Valderice( Montalto lasciava moglie e tre figli in tenera età), proprio in via Carollo, luogo dell’eccidio, domani mattina Poma interverrà alla deposizione di una corona d’alloro."Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, - ha aggiunto il Presidente Poma - per me, cittadino di Valderice, di cui ero Consigliere Comunale proprio nel gennaio dell’83, è doppiamente triste ricordare questo tragico anniversario ma, nel contempo, mi sento onorato di farlo, a nome anche di tutti i gruppi politici che compongono il Consiglio Provinciale di Trapani, per sottolineare ancora una volta – ma è certamente opportuno ribadirlo - che Giangiacomo Ciaccio Montalto seppe intuire la centralità del ruolo svolto dal territorio trapanese nella ramificazione mafiosa siciliana e internazionale, le collusioni ed i meccanismi che consentivano e consentono tuttora alle organizzazioni criminal-mafiose di occultare e di utilizzare, ripulendole e moltiplicandole, le ingenti somme di denaro accumulate grazie alle tante attività illecite nascoste dietro paraventi di apparente legalità. In questo modo Ciaccio stava per colpire duramente gli interessi delle cosche ma, quasi sicuramente, aveva pure indotto i loro vertici a decretare la sua condanna a morte.Giusto, pertanto, -continua Poma-. che chi rappresenta le pubbliche istituzioni non si dimentichi di Giangiacomo Ciaccio Montalto, oltre che di tutte le altre vittime della violenza criminale e mafiosa - ha aggiunto ancora il Presidente del Consiglio Provinciale di Trapani - Sono certo infatti che insistendo sul percorso da lui indicato ed avviato – come ho detto in occasione del recente maxisequestro operato ai danni di diversi fiancheggiatori del latitante Matteo Messina Denaro – sarà possibile contrastare efficacemente le strategie industriali di quella nuova consorteria criminale che fa capo al boss di Castelvetrano e agli altri capi-mafia e che è destinata ad essere sgominata recidendo i collettori che rendono ancora redditizio lo svolgimento di talune attività imprenditoriali messe al servizio, grazie ad una precisa visione e conduzione manageriale, del business malavitoso e che, nel contempo, è finora riuscita a garantire l’impunità a latitanti del calibro appunto di Matteo Messina Denaro". E’ anche giusto però – ha concluso il Presidente Poma - dare atto all’Autorità Giudiziaria ed ai rappresentanti di tutte le Forze dell’Ordine di avere svolto in questi anni un lavoro molto positivo a salvaguardia della legalità, della sicurezza, dei diritti e della libertà di tutti i cittadini,  lavoro che si è tradotto in risultati eccellenti se non addirittura eclatanti, consentendo così di assicurare alla giustizia   numerosi boss storici e di infliggere alla mafia colpi davvero pesanti che ne hanno via via cancellato l’alone di presunta invincibilità.

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