Trapani Oggi
Trapani Oggi

Domenica, 05 Luglio 2020

Trapani Oggi
Notizie Cosa Fare in città Video

Porte aperte al Palazzo vescovile per gli auguri di Natale - Trapani Oggi

0 Commenti

4

2

0

0

4

Testo

Stampa

Attualità
Trapani

Porte aperte al Palazzo vescovile per gli auguri di Natale

20 Dicembre 2016 09:00, di Ornella Fulco
Porte aperte al Palazzo vescovile per gli auguri di Natale
Attualità
visite 293

Le porte del Palazzo Vescovile resteranno aperte oggi pomeriggio - dalle 17 alle 19 - per accogliere quanti vorranno condividere uno scambio di auguri natalizi con il vescovo Pietro Maria Fragnelli. Sono state diverse, negli ultimi giorni, le occasioni d’incontro del vescovo in preparazione al Natale: prima con gli ospiti e gli amici della comunità delle “Serve di Gesù povero” presso il Centro “Badia Grande” dove, per le tante persone del territorio che vivono in necessità, si sono esibiti in un concerto di Natale gli alunni della scuola media “Livio Bassi” seguito dalla cena preparata dai volontari e dalla distribuzione di doni. Pranzo di Natale anche presso la casa famiglia “Domenico Amoroso”, centro diurno per persone con varie forme di disabilità. Giovedì prossimo, 22 dicembre, alle ore 15, monsignor Fragnelli celebrerà la messa di Natale presso la Casa Circondariale insieme ai detenuti e al gruppo “San Martino” che, da oltre un anno, svolge un servizio di volontariato presso il carcere occupandosi non solo dell’animazione liturgica ma anche della distribuzione di beni di prima necessità ai detenuti e di formazione spirituale. La messa della notte di Natale sarà celebrata sabato 24 dicembre a partire dalle 23 alla Cattedrale “San Lorenzo” mentre quella del 25 dicembre sarà celebrata alle ore 11. Il vescovo raggiungerà poi la comunità “San Giuseppe lavoratore” che organizza ogni anno il pranzo di Natale presso i locali del Seminario vescovile per tutti i bisognosi e le persone sole. "Natale – spiega monsignor Fragnelli – significa imparare a vivere in mezzo alla gente. La nostra umanità si arricchisce molto se stiamo con tutti gli altri e in qualsiasi situazione essi si trovano. E’ l’isolamento che fa male non la condivisione. L’isolamento sviluppa paura e diffidenza e impedisce di godere della fraternità. Bisogna proprio dirci che si corrono più rischi quando ci isoliamo di quando ci apriamo all’altro – continua - Stare in mezzo alla gente non significa solo essere aperti e incontrare gli altri, ma anche lasciarci incontrare. Siamo noi che abbiamo bisogno di essere guardati, chiamati, toccati, interpellati, siamo noi che abbiamo bisogno degli altri per poter essere resi partecipi di tutto ciò che solo gli altri ci possono dare. La relazione chiede questo scambio tra persone: l’esperienza ci dice che di solito dagli altri riceviamo di più di quanto diamo. Incontrando queste persone tocchi con mano la loro grandezza e ricevi quasi una luce per cui diventa chiaro che si può coltivare una speranza per il futuro; si può credere che il bene è più forte del male perché ci sono loro”.

© Riproduzione riservata

Altre Notizie
Change privacy settings