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Potatura "selvaggia" dei ficus di via Vespri, un cittadino scrive al sindaco - Trapani Oggi

Valderice | Attualità

Potatura "selvaggia" dei ficus di via Vespri, un cittadino scrive al sindaco

16 Febbraio 2016 10:50, di Niki Mazzara
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Si parla di gestione del verde pubblico in questa lettera inviata da un cittadino di Valderice, l'agronomo Giuseppe Navetta, che pubblichiamo integral...

Si parla di gestione del verde pubblico in questa lettera inviata da un cittadino di Valderice, l'agronomo Giuseppe Navetta, che pubblichiamo integralmente. Si tratta, in particolare, di una nota riguardante la capitozzatura, pratica che gli esperti segnalano da tempo come dannosa per le piante, effettuata sugli alberi di via Vespri e non solo. Casi simili e analoghe segnalazioni sono stati registrati, ad esempio, sul territorio comunale di Trapani non mancando di suscitare le proteste di cittadini e addetti ai lavori. In quell'occasione, nel novembre del 2014, a seguito di un'intesa appositamente stipulata con l'amministrazione comunale trapanese, venne anche effettuato un corso concluso con una prova pratica di potatura, destinata agli operatori del servizio “Ville e Giardini” del Comune di Trapani, a cura degli esperti dell’Ordine degli Agronomi e dei Dottori Forestali di Trapani. La prova, in particolare, riguardò la potatura dei ficus e delle eritrine. Al workshop sulla “Potatura degli alberi in città”, che si svolse al Polo Universitario di Trapani, furono invitati “tutti i giardinieri dei Comuni della provincia, i direttori e gli assessori competenti”. "Egregio Signor Sindaco - scrive Navetta - mi scuso per il disturbo che Le arrecherò con la lettura della presente, ma desidero intervenire su un atto che, agli occhi dei più, potrà apparire “banale”, ma, personalmente, ritengo un orrendo oltraggio al patrimonio ambientale del paese. Mi riferisco all’operazione di “potatura” (ho virgolettato perché tale non è) praticata lungo la via Vespri, a Valderice. La prego di credere che difficilmente polemizzo con le scelte operative di un’amministrazione, ben conoscendo le difficoltà che ciascuna di esse incontra nel gestire un Comune come il nostro. Nel caso in specie, tuttavia, non si tratta assolutamente di scelta amministrativa, bensì di grave deficienza tecnica riguardante le competenze di coloro che coordinano ed eseguono le manutenzioni. Non vorrei, in questa sede, ostentare sapienza, né, tantomeno, porgere il fianco a qualsivoglia strumentalizzazione di tipo politico, ma Le confesso che non riesco a percorrere quella strada senza sentirmi addolorato e mortificato. Ritengo sia stata commessa un’offesa al verde pubblico, offesa tanto rilevante quanto meritevole di essere criticata. Cercherò di entrare nello specifico, con l’auspicio che le informazioni a seguire possano correggere le future operazioni di cura del verde. Le piante arboree si distinguono in piante a foglie caduche e piante sempreverdi (acquisizioni, queste, da scuola elementare). Questi due insiemi di piante hanno un comportamento vitale diverso. Per semplificare, comparando piante ed animali, si può affermare che le piante a foglie caduche, in inverno, vanno in letargo, invece le altre, quelle sempreverdi, non lo fanno. In inverno, quindi, le piante a foglie caduche riducono al minimo l’attività vegetativa e quella biologica, limitandole alla sola sopravvivenza; le piante sempreverdi, invece, durante l’inverno, continuano a vegetare, quasi come in estate (un po’ meno, in verità, per la riduzione della luminosità giornaliera)". "Il viale alberato di via Vespri - prosegue il cittadino - è costituito da Ficus benjamina, pianta sempreverde. I Ficus benjamina hanno bisogno, anche in inverno, di elaborare sostanze per il loro nutrimento, attraverso le foglie, che, come ci dicevano i nostri insegnanti delle scuole elementari, rappresentano il loro “laboratorio”. Come può un “tagliatore di alberi” non capire che, togliendo totalmente le foglie, la pianta, per tutto il periodo invernale, fino a poco prima di esplodere in centinaia di germogli, non avrà alcun elemento di sussistenza? Per non parlare poi della reazione della pianta stessa alla ripresa vegetativa: centinaia, forse migliaia, di esili germogli copriranno il tronco ed i rami. I germogli saranno facilmente esposti agli attacchi degli afidi, i quali, nutrendosi degli umori delle foglioline, produrranno una sorta di melata che colerà a terra e si coprirà di muffe, annerendo totalmente il marciapiede e rendendolo scivoloso. Non sono certo un mago ma ritengo che, prima dell’inizio della prossima estate, assisteremo al viraggio di colore del marciapiede alberato di via Vespri: dal grigio-cemento al nero-muffa. Un altro aspetto raccapricciante è rappresentato dai tagli estesi effettuati sui rami e sul tronco. Si tratta di ferite di decine di centimetri, che costituiranno facile accesso per i parassiti, come batteri e funghi. E non solo: se si guarda un taglio esteso effettuato negli anni precedenti, risulta evidente, sui bordi della ferita, un accumulo abnorme di corteccia. Il fenomeno è dovuto al blocco totale della linfa, la quale, non potendo andare oltre la sede del taglio, si accumula, diventando, appunto, corteccia, con un risultato dannoso e “indecente” perfino dal punto di vista estetico". "Ho cercato di dare una spiegazione all’oltraggio subìto dagli alberi di via Vespri - continua Navetta - ma non riesco ad individuarne una sensata, forse a causa delle mie limitate capacità. Non è certo una spiegazione rientrante nella fisiologia delle piante; non è certo il modello di prevenzione dagli attacchi parassitari; non è neanche l’aspetto estetico, in quanto il verde è stato totalmente eliminato, lasciando la strada in un anonimo grigiore e neanche, credo, sia l’aspetto economico, in quanto i costi sarebbero stati gli stessi, se non addirittura inferiori, se fosse stata praticata una potatura leggera, solo di sfoltimento. Avendo operato nel suddetto modo, inoltre, il prossimo autunno sarà necessario intervenire drasticamente con centinaia di tagli su ciascuna pianta, per eliminare una miriade di nuovi germogli, sicuramente superflui per la vita della pianta stessa". "Ricordo inoltre - conclude la nota - che il risultato "secondario" della fotosintesi clorofilliana è la produzione di ossigeno, fondamentale per la vita umana, e, di conseguenza, le piante servono anche per fornire tale sostanza vitale (come ci dicono gli “intellettuali” del verde). Considerando che l’ossigeno viene prodotto dalle foglie (appunto per questo definite “laboratorio della fotosintesi”), se le stesse vengono eliminate dalla crudele motosega, chi produrrà tale gas essenziale alla nostra vita? Forse dovremo comprarlo in bombole, e, magari, regalarne qualcuna al “caposquadra” dei solerti motoseghisti. Scusandomi per il tempo rubatoLe, Le invio distinti saluti, Giuseppe Navetta".

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