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Presentato il progetto "Silver" sulla salute mentale dei migranti

16 Febbraio 2017 15:30, di Ornella Fulco
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Un progetto che mira ad assistere, recuperare e integrare i migranti vittime di disagio psichiatrico e psicologico con la creazione di una rete che ri...

Un progetto che mira ad assistere, recuperare e integrare i migranti vittime di disagio psichiatrico e psicologico con la creazione di una rete che riunisca le competenze già presenti e contribuisca a formarne di nuove. Questo è "SILVER - Soluzioni innovative per la vulnerabilità e il reinserimento sociale dei migranti", iniziativa di cui l'Asp di Trapani è capofila e che riguarda altre sette Aziende provinciali siciliane e undici soggetti del privato sociale già operanti su tutto il territorio regionale. A questi si aggiunge il sostegno dell’Organizzazione mondiale della Sanità, dell’Assessorato regionale della Salute e delle Prefetture. “Un contributo essenziale quello delle Prefetture – ha affermato il direttore generale dell’Asp Fabrizio De Nicola - che evidenzia l’impegno delle Istituzioni per affrontare il fenomeno migratorio in maniera capillare su più fronti, da quello sanitario a quello psicologico, da quello sociale a quello della sicurezza”. La presentazione si è svolta stamane presso il Centro polifunzionale per l'integrazione dei migranti di contrada Cipponeri, affidato alla cooperativa sociale "Badia Grande", alla presenza delle massime autorità civili, religiose e militari cittadine, di sindaci e rappresentanti delle amministrazioni comunali del Trapanese e di tutti quei soggetti a vario titolo coinvolti nella gestione dei migranti sul territorio. La scelta della sede non è stata casuale dato che il Centro è stato realizzato dal Comune di Trapani con fondi del Ministero dell’Interno su un terreno sequestrato alla mafia ed è stato messo a disposizione per i servizi e per tutte le iniziative che, come questa, possano favorire una concreta integrazione sociale e lavorativa degli stranieri nel territorio. Come ha sottolineato il prefetto Giuseppe Priolo, la provincia di Trapani è un "modello assoluto in campo nazionale" e questo si deve non soltanto alla capacità di gestire un fenomeno via via diventato di sempre maggiore portata ma anche "all'abnegazione e allo spirito di sacrificio di tutti coloro che vi sono coinvolti". Priolo ha citato anche l'esempio dell'hotspot di contrada Milo dove sono transitati, nel 2016, non solo i circa 16mila migranti tratti in salvo nel Mediterraneo e sbarcati al porto di Trapani ma anche quelli giunti altrove che vi sono stati trasferiti per le procedure di identificazione e fotosegnalamento prima di essere accolti nei centri per richiedenti asilo. Ad illustrare le linee salienti del progetto, che è finanziato per metà dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione del Ministero dell'Interno e per metà dalla Regione Siciliana, è stato il suo responsabile, il dottore Antonio Sparaco, che è anche alla guida del Coordinamento Attività di prevenzione dell'Asp di Trapani. Come sottolineato dall'assessore alla Salute Baldo Gucciardi nell'incontro di presentazione di "Silver" svoltosi lo scorso ottobre a Palermo, “il progetto rappresenta un ulteriore contributo ad un percorso di solidarietà, accoglienza e integrazione avviato dalla Regione e dalle Asp grazie alla sinergia con le organizzazioni del volontariato sociale”. Il progetto si concluderà il 31 marzo 2018, ma, come ha spiegato il direttore generale Fabrizio De Nicola, “al termine l'Asp di Trapani e le altre del territorio siciliano avranno consolidato una rete di supporto per i migranti con disagio psichico e protocolli operativi condivisi che potranno fare da modello virtuoso riunendo in un unico progetto tutte le competenze già attive sul campo”. Formazione specifica degli operatori, reinserimento sociale dei migranti con patologie psichiatriche, interventi presso le strutture di accoglienza e i servizi psico-socio-sanitari pubblici anche attraverso unità mobili di supporto ed equipes multidisciplinari, definizione di protocolli operativi standard, un sistema automatizzato di chiamata, in caso di necessità, dei mediatori culturali, cartella sanitaria elettronica del migrante su base regionale. Questi i punti più importanti del progetto. Filo conduttore dell’approccio sarà la psicologia transculturale e l’antropologia socioculturale mentre dal punto di vista pratico, sarà attivata – su base provinciale – un'equipe multidisciplinare, composta da due psicologi, uno psichiatra, un assistente sociale o antropologo o sociologo e uno o due mediatori culturali, e un'equipe di sostegno e orientamento specializzata nel trattamento dei minori non accompagnati. A sottolineare il valore del progetto è stato anche il vescovo Pietro Maria Fragnelli: "Siamo chiamati a rispondere - ha detto - ad una sfida che è prima di tutto culturale. Questo progetto non mette solo in luce le vulnerabilità di chi arriva tra noi ma anche quelle nostre nei loro confronti. Dobbiamo agire con lungimiranza e tenere ben presenti le ricadute del fenomeno migratorio sulle comunità locali che vanno informate e preparate. Ci auguriamo che cresca il senso della comunità che passa anche dal non avere paura dell'altro. Anche io e tutta la Chiesa trapanese abbiamo bisogno di queste nuove conoscenze per andare incontro a questi fratelli così come loro ne hanno bisogno per venire incontro a noi". L'incontro si è chiuso con la firma, da parte del prefetto Priolo e del responsabile della missione trapanese di Medici senza Frontiere, Andrea Ciocca, della nuova convenzione operativa stipulata tra l'organizzazione umanitaria internazionale e la Prefettura di Trapani. [metaslider id=98001]

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