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Cronaca
Trapani

Presunta diffamazione, rinviati a giudizio i vertici di Telesud

02 Marzo 2017 09:24, di Ornella Fulco
Presunta diffamazione, rinviati a giudizio i vertici di Telesud
Cronaca
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Rinvio a giudizio per l'editore, il direttore e un giornalista dell'emittente televisiva trapanese Telesud: sono accusati di avere diffamato il giornalista Rino Giacalone diffondendo la notizia che fosse indagato per millantato credito e tentata estorsione ai danni dell'imprenditore Davide Durante, ex presidente di Confindustria Trapani. Già da subito Giacalone aveva replicato all'emittente che la notizia non era vera e che, in maniera gratuita, si fosse infangata la sua reputazione in nome di un presunto dovere di cronaca. Il processo ai due giornalisti e all'editore di Telesud comincerà il 2 maggio prossimo davanti al giudice Franco Messina del Tribunale di Trapani. Sulla vicenda il presidente della Tv trapanese, Massimo Marino, ha diffuso una nota nella quale afferma: "Un rinvio a giudizio che ci aspettavamo. E che per certi aspetti reputiamo doveroso, convinti che la sede dibattimentale sia quella più appropriata per approfondire il "tam tam" di quei giorni dove si dava conto, da più parti, della presunta iscrizione nel registro degli indagati di "un noto giornalista antimafia". Ci permettiamo, però, di sottolineare che il lancio ANSA in merito all'inizio del processo il prossimo 2 maggio a carico del sottoscritto, del direttore responsabile di Telesud Rocco Giacomazzi e del cronista Luigi Todaro, sia quanto meno improvvido nelle sue conclusioni; ci riferiamo al "passaggio" in cui scrive che 'l'indagine su Giacalone non era stata mai avviata'. Da qui il rinvio a giudizio". "Una affermazione - prosegue il presidente di Telesud - di cui l'Agenzia di stampa non può avere alcuna certezza visto che la stessa sarebbe potuta essere secretata o comunque non comunicata - per legge - al Giacalone. Ad ogni modo, siamo certi che la nostra difesa, affidata agli avvocati Ferruccio e Michelangelo Marino, dimostrerà in punto di diritto e nel merito l'assoluta correttezza del nostro operato. Dello scrupolo del giornalista estensore dell'articolo, del "controllo" effettuato dal direttore responsabile e della libertà di cronaca lasciata ad entrambi dall'editore".

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