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Priulla: "Il mio lavoro è stato apprezzato"

14 Luglio 2013 14:21, di Niki Mazzara
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Giovedì scorso ha compiuto 38 anni. Quale occasione più propizia per festeggiare con un’intervista Flavio Priulla? Flavio, da coach ad assistant-coach...

Giovedì scorso ha compiuto 38 anni. Quale occasione più propizia per festeggiare con un’intervista Flavio Priulla? Flavio, da coach ad assistant-coach: qual è il tuo sentimento nell’approccio alla nuova avventura? “Intanto, il salto di categoria e la fiducia della società non mi fanno assolutamente pensare che questa sia per me una retrocessione: anzi, la considero una promozione. Ho già fatto in Legadue l’assistente e so quale sia l’importanza del ruolo. Ho parlato con Lino Lardo e capito che lavorare qui, con un grande allenatore e con una società così ambiziosa, è motivo di grande orgoglio”. Sei stato il traghettatore tecnico dei primi due anni dell’era Basciano. Che patrimonio ti porti dentro? Cosa pensi di aver dato e di aver ricevuto? “Iniziare a lavorare sulla rinascita della pallacanestro a Trapani mi ha fatto sentire orgoglioso. In questi due anni, il lavoro fondamentale è stato quello di ristrutturazione della società. Sono stato molto coinvolto, non solo dal punto di vista tecnico ma anche organizzativo. Contribuire a formare uno staff e in genere a preparare i presupposti per il salto di categoria è stato gratificante anche dal punto di vista umano. Penso di aver messo il mio tassello per la crescita della Pallacanestro Trapani. Insomma, sono contento. In Italia, una struttura come quella della Pallacanestro Trapani non si trova facilmente. Ho ricevuto tantissimo: stima, fiducia, grandissime soddisfazioni dal punto di vista umano. Non è facile lavorare in una piazza come Trapani: si doveva solo vincere e addirittura vincere non bastava. Il presidente e tutta la società mi hanno aiutato molto, sostenendomi anche nei momenti di difficoltà”. Il rapporto con il tuo assistente Valerio Napoli? “Per come sono andati questi due anni, devo ringraziare tutto lo staff che ha lavorato con me. In primis Valerio Napoli perché ha dimostrato attaccamento, professionalità, voglia di lavorare. Aveva molta più esperienza di me come capo-allenatore e l’ha messa a mia disposizione. E’ stato un collaboratore fidato, ha avuto la capacità di migliorare se stesso in molti aspetti. Il ruolo di assistente ha delle prerogative particolari, con impegni diversi e tanto lavoro oscuro: il suo lavoro è stato determinante nelle 65 vittorie ottenute in due stagioni. E fammi ricordare anche il contributo di Giovanni La Commare, un altro assistente che ha lavorato con grande passione. E ancora, Salvatore Poma, di cui sono pienamente orgoglioso. Se lui sarà il preparatore fisico in Legadue, mi prendo un pizzico di merito, perché pochi avrebbero creduto in un professionista così giovane, che poi ha dimostrato autorevolezza, talento e serietà. Ringrazio anche lo staff medico, che si è impegnato e ha dato massima disponibilità”. Ultima cosa sul passato: nella conferenza stampa di martedì scorso, quando Pietro Basciano ha detto che saresti stato l’assistant-coach, è partito un grande applauso nei tuoi confronti. Cos’hai pensato in quel momento? “Alla fine, vuol dire che in questi due anni qualcosa l’ho trasmessa. E’ stata una bella soddisfazione: significa che il mio lavoro è stato apprezzato, personalmente e professionalmente. In un certo modo, anche quell’applauso è una vittoria”. Che Pallacanestro Trapani dobbiamo aspettarci in Legadue? “Lino Lardo ha detto che cercherà di proporre una difesa forte, entusiasmo, divertimento per la gente. Credo che a Trapani sia la ricetta giusta. La tradizione di questa piazza è legata proprio a questi valori: il sacrificio sul parquet è divertimento. La gente di Trapani apprezza molto gli sforzi difensivi, la passione del giocatore, la volontà di lottare. Ancora non ho parlato in dettaglio con il capo allenatore della costruzione tattica della squadra ma credo che partire dalla mentalità difensiva sia fondamentale”. Che Legadue ci troveremo di fronte? “Negli ultimi anni, il livello della categoria si è un po’ abbassato. Molti i fattori che hanno contribuito: la crisi economica, i cambi continui di americani e tante altre piccole e grandi cose. Per la Legadue che verrà, sarà fondamentale la costruzione estiva del gruppo, perché non ci sarà molta possibilità di cambiare. Con sette giocatori italiani e un passaportato, l’impronta delle squadre è più tradizionale, come negli anni Novanta. Il quadro complessivo suggerisce che il ruolo degli italiani sarà fondamentale. Possiamo essere d’accordo o meno con le regole imposte ma le conseguenze sono chiare: per fare bene, la squadra deve essere formata bene adesso. Inoltre, azzeccare gli americani sarà fondamentale per le sorti dell’intera stagione”.

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