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Processo Rostagno, le reazioni della politica alla sentenza di condanna

16 Maggio 2014 11:31, di Niki Mazara
Processo Rostagno, le reazioni della politica alla sentenza di condanna
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Dopo la sentenza di condanna pronunciata ieri sera dalla Corte d'Assise di Trapani che ha disposto l'ergastolo per Vincenzo Virga e Vito Mazzara, si registrano le reazioni e i commenti di alcuni esponenti della politica trapanese. "Oggi è una giornata storica – ha commentato Antonio Ingroia, ex pm della Procura di Palermo – perché con la condanna degli assassini di Mauro Rostagno si è dimostrato che la giustizia può vincere anche nelle situazioni più ostili, contro il tempo, condannando i colpevoli a quasi 30 di distanza dai fatti, e contro i depistaggi istituzionali, svelando verità intenzionalmente occultate”. “La giustizia – ha proseguito l’attuale commissario della Provincia regionale di Trapani, parte civile al processo – che arriva tardi è sempre giustizia dimezzata, ma una sentenza così costituisce un parziale risarcimento dello Stato alla figura di Mauro Rostagno e ai suoi familiari. Per questo sono orgoglioso di aver rivestito un doppio ruolo in questo processo. Sono orgoglioso di essere stato il primo pm che alla Dda di Palermo, quasi 20 anni fa, ha riaperto le indagini sulla pista mafiosa e di avere iniziato il dibattimento contro i due imputati oggi condannati. E sono orgoglioso di essere stato in udienza ad ascoltare la pronuncia della sentenza, vicino ai familiari costituiti parte civile, anch’io parte civile come rappresentante della ex-provincia di Trapani. Ancora una volta, giustizia è fatta! E si è resa giustizia a Mauro Rostagno. Ancora una volta, la Procura di Palermo coi familiari e gli amici di Mauro Rostagno avevano ragione!”. "La sentenza del processo Rostagno segna la storia del nostro territorio, ne codifica le dinamiche che l'hanno definita in anni difficili e drammatici. La condanna all'ergastolo per Virga e Mazzara mette un punto fermo e fa chiarezza su un omicidio che non riguarda soltanto la nostra comunità ma l'intero Paese". Questo il primo commento alla sentenza, emessa dalla Corte di Assise di Trapani, del sindaco di Valderice Mino Spezia che prosegue: "La sentenza conferma e ribadisce che la mafia è contro ogni libero pensiero e che è in antitesi alla verità ed all'approfondimento, elementi che hanno contraddistinto la vita del sociologo torinese. Rostagno puntava a sapere perché era cosciente che la conoscenza di fatti, di cose e di uomini avrebbe consentito a tanti di liberarsi da una cultura mafiosa che spesso è ancora più forte e deleteria della stessa organizzazione criminale. La sentenza arriva dopo 26 anni. Sono tanti ma comunque registrano l'affermazione forte e concreta che lo Stato è riuscito a fare la sua parte. Siamo soddisfatti - commenta ancora Spezia - perché la nostra costituzione di parte civile ha avuto un sigillo di giustizia. Avevamo visto giusto e la nostra scelta è stata equilibrata e pregnante. Un doveroso pensiero va ai familiari di Mauro Rostagno che hanno attraversato anni duri e difficili. Ora, una sentenza emessa nel nome del popolo italiano gli restituisce serenità ed una dimensione storica di ciò che ha fatto, in vita, il loro caro". "La sentenza a carico degli imputati dell'omicidio di Mauro Rostagno - ha commentato il deputato regionale Girolamo Fazio - è una pagina storica per tutti noi trapanesi. La condanna degli uomini di cosa nostra sgombra il campo dalle ipotesi, le più svariate, che per trent'anni si sono frapposte alle sensazioni ed all'intima convinzione di tutti i trapanesi. Mi piace ricordare, anche, che questo processo è frutto della caparbia determinazione dei trapanesi che non si sono arresi, che hanno onorato la memoria di Rostagno, raccogliendo migliaia di firme perché non si chiudessero le indagini e perché, anzi, si approfondissero alla ricerca della verità". "Dopo tante luci ed ombre sulla vicenda giudiziaria che è scaturita dal cruento omicidio mafioso di Mauro Rostagno - scrive invece il sindaco di Erice, Giacomo Tranchida, nella nota diffusa alla stampa - la Corte ha anche condannato gli imputati a risarcire le parti civili costituite rimettendo la decisione al giudice civile per la quantificazione, non disponendo provvisionale in favore degli Enti. L'amministrazione comunale ericina, costituitasi al tempo parte civile non ha materialmente avuto riconosciuta alcuna provvisionale al momento, però credo che la sentenza in sè, peraltro pronunciata nel cuore della nostra città abbia, in un certo qual modo, quanto meno simbolicamente, onorato parte di un debito civile e morale di cui gli ericini, i trapanesi e i siciliani onesti, rimangono ancora creditori nei confronti del sistema mafioso e criminale che ha rubato speranze e distrutto affetti seminando morte. Il rimanente debito - per il futuro - deve continuare ad essere oggetto di riscatto del nostro quotidiano agire, avendo sempre vivo il ricordo del passato e di chi, per tutti noi ha pagato a prezzo della propria vita”.

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