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Progetto inceneritore, Santangelo: "Soluzione dannosa per cittadini e ambiente" - Trapani Oggi

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Progetto inceneritore, Santangelo: "Soluzione dannosa per cittadini e ambiente"

27 Giugno 2016 12:38, di Niki Mazzara
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"L'inceneritore a Trapani? Una soluzione insostenibile che piove dall'alto.I soliti interessi di pochi a danno di molti". Così il senatore del M5S Vin...

"L'inceneritore a Trapani? Una soluzione insostenibile che piove dall'alto.I soliti interessi di pochi a danno di molti". Così il senatore del M5S Vincenzo Maurizio Santangelo che - in una nota stampa - si dice "sbigottito nell'apprendere dall'intervista, rilasciata al Giornale di Sicilia dal vicesindaco di Trapani Giuseppe Licata, che a Trapani si voglia realizzare un impianto a dissociazione molecolare per il trattamento dei rifiuti solidi urbani; trattasi, né più né meno, di un inceneritore di rifiuti sotto mentite spoglie". Santangelo sottolinea che "questa scelta è dannosa per il territorio, per la città di Trapani e non rispettosa dell'ambiente e della salute dei cittadini". "Nell'articolo in questione - prosegue l'esponente del M5S - il vicesindaco Licata afferma che 'non possiamo bucare tutto il territorio per realizzarvi delle discariche'. Con questa frase lascia intendere che non vengono prese assolutamente in considerazione soluzioni alternative". Santangelo ricorda che tali soluzioni sono state prospettate "quasi due anni fa durante il convegno sui "Rifiuti Zero" organizzato dal gruppo del M5S di Trapani, dove era presente Rossano Ercolini, massimo esperto e divulgatore della Strategia Rifiuti Zero in Europa". Il senatore trapanese sottolinea che, proprio durante quell'incontro, "Licata, assessore all'ambiente, aveva mostrato interesse nell'attuare a Trapani un percorso nella logica dei passi verso 'Rifiuti Zero': raccolta differenziata porta a porta e trattamento del rifiuto residuo in impianti a freddo". Santangelo ribatte che "non si tratta di realizzare nel territorio trapanese nuove discariche per riempirle di rifiuti ma ridurre al massimo il rifiuto residuo, valorizzando il materiale raccolto con il porta a porta, evitando sprechi e maggiori spese per i cittadini. Il dissociatore molecolare al plasma, ossia l'inceneritore, presentato da Licata come soluzione per il territorio, non risolve assolutamente la questione rifiuti a Trapani, per motivi ambientali, economici e strategici". "Mi auguro - conclude Santangelo - che l'idea del dissociatore molecolare/inceneritore venga accantonata per far posto ad una visione moderna della gestione dei rifiuti/risorse. Intanto chiederemo, con un accesso agli atti, tutti i documenti inerenti questo scellerato progetto e la nostra risposta non tarderà a farsi sentire in tutti i modi e le sedi per tutelare la salute dei cittadini e il nostro ambiente". Il dissociatore molecolare è un impianto che tratta i rifiuti con un sistema termo-chimico in grado di "scomporli", grazie alla combustione in assenza di ossigeno (pirolisi) e con temperature ridotte (400 gradi centigradi circa). Il risultato è un gas combustibile, detto "syngas" - costituito in gran parte da metano e monossido di carbonio - che può essere utilizzato come fonte energetica. Altri prodotti della gassificazione sono il "char", molto simile al carbone, ed il "tar", un liquido - potenzialmente dannoso - composto da idrocarburi aromatici di tipo catramoso, anidride carbonica e nanoparticolato. L'impatto ambientale di un gassificatore - dicono gli esperti - dipende dalla percentuale di "tar" all'interno del syngas, la cui presenza, a sua volta, varia a seconda della temperatura di combustione dei rifiuti, la pressione nel reattore e il tipo di rifiuti che vengono impiegati come combustibile. Le applicazioni più diffuse e collaudate della dissociazione molecolare riguardano specifiche tipologie di rifiuti, come gli scarti di cartiera, i pneumatici, le plastiche, le biomasse. Alcuni produttori di impianti a dissociazione molecolare affermano di poter trattare anche rifiuti urbani indifferenziati senza alcun genere di pre-trattamento ma, mentre quando si conosce molto bene il combustibile introdotto, è possibile tenere sotto controllo la reazione di gassificazione, e quindi la quantità di "tar", anidride carbonica ed ossidi d'azoto emessi nell'aria, nel caso della combustione di rifiuti solidi urbani non si è in grado (o lo si è in maniera molto minore) di determinare la composizione del syngas e la presenza di inquinanti al suo interno.

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