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Trapani

Pronto Soccorso per i randagi, Rizzi diffida il Comune per ottenere il  ripristino del servizio

26 Dicembre 2017 15:14, di Ornella Fulco
Pronto Soccorso per i randagi, Rizzi diffida il Comune per ottenere il  ripristino del servizio
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Una diffida volta ad ottenere il ripristino immediato del servizio di Pronto Soccorso veterinario per gli animali randagi, come previsto dalla normativa vigente. Ad inviare una nota in tal senso al Segretario generale del Comune di Trapani è Enrico Rizzi, presidente del Noita onlus, dopo che i due titolari del “Centro Medico Veterinario Città di Trapani” lo hanno informato che, "a causa di diverse fatture ormai scadute da tempo e mai pagate dal Comune",  hanno deciso di diffidare l’Ente, tramite l'avvocato Brillante, per comunicare l’interruzione del servizio. Rizzi ricorda che "l'ambulatorio, ormai da anni, garantisce al Comune, e per il tramite di apposita convenzione, un servizio essenziale di Pronto Soccorso H24 per tutti i randagi che vivono sul territorio". L'ammontare delle fatture scadute, relative ad un periodo di due anni, è  di circa 20mila euro complessivi. "L'attività dell'ambulatorio - prosegue l'animalista - risulta essere indispensabile, visto che l’amministrazione comunale non ha alcuna struttura nella propria disponibilità per ottemperare a tale servizio ai sensi e per gli effetti della legge regionale 15/2000, e che, posso affermare con assoluta certezza, è gestito da personale altamente qualificato che opera con massima dedizione, impegno, costanza e con l’unico obiettivo di garantire il benessere dei nostri amici animali". Rizzi sottolinea che se, da un canto, chi lavora "ha diritto ad essere retribuito per il lavoro svolto", dall'altro "per legge il Comune di Trapani è responsabile della salute degli animali che vivono sul territorio e il blocco del servizio di Pronto Soccorso per gli animali espone gli stessi ad un pericolo di vita, qualora dovessero risultare necessarie cure urgenti". Rizzi chiede il ripristino del servizio "entro e non oltre il termine di 5 giorni dal ricevimento della presente, al fine di non incorrerenell’ipotesi di reato punita dall’art. 340 del Codice penale" e "rimane in attesa di urgenti rassicurazioni, ex legge 241/90. Con riserva di azioni legali nelle più opportune sedi".

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