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Salute

Quelle dimenticanze dagli effetti fatali…al via l'obbligo di seggiolini anti-abbandono

08 Ottobre 2019 09:22, di Valentina Rosy Parrino
Mamma con bambino
Salute
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Quelle dimenticanze dagli effetti fatali…al via l'obbligo di seggiolini anti-abbandono Finalmente è stato dato il via libera al decreto attuativo dell’articolo 172 del Nuovo codice della strada, per prevenire l’abbandono di bambini nelle macchine. La ministra delle Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli ha firmato il decreto volto all’installazione dei seggiolini anti-abbandono per i bambini di età inferiore ai 4 anni. Dopo l’approvazione del Parlamento ed il parere favorevole dalla commissione europea, il via libera nei giorni scorsi del Consiglio di Stato. L’obbligo sarà operativo non appena il decreto legge sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni.In considerazione dell’importanza di tali dispositivi si stanno studiando attualmente le modalità per attuare agevolazioni fiscali per favorirne l’acquisto da parte della popolazione con figli di età inferiore ai 4 anni.
Nonostante “dimenticare” il proprio figlio in macchina possa sembrare una cosa impossibile ed innaturale, purtroppo invece episodi tragici come quelli che si sentono sempre più di frequente possono accadere ad ognuno di noi, dunque è importante prendere tutte le precauzioni necessarie al fine di ridurre il più possibile il rischio del ripetersi di tali tragedie.  
Per quanto ci si possa sentire sicuri di sé, delle proprie azioni e della propria responsabilità genitoriale, ciò che la maggior parte delle persone ignora è che, diversamente da quanto siamo portati a credere, la nostra mente è solo parzialmente cosciente e volontaria, cioè concentrata sulla realtà esterna e sulle azioni da compiere. Molte azioni che compiamo invece sono degli automatismi, azioni cioè di cui non siamo consapevoli. Fanno parte degli automatismi per esempio andare in bicicletta, guidare, scrivere ecc. dunque tutte quelle azioni che una volta apprese, se ripetute nel tempo, non hanno più bisogno della nostra attenzione per essere attuate. Così molte delle nostre azioni quotidiane non richiedono la nostra attenzione poiché vengono ripetute puntualmente.
Gli automatismi da un lato ci aiutano a vivere meglio poiché fanno sì che ogni singola azione della nostra giornata non debba essere valutata e pensata e permettono alla nostra mente un risparmio di energie non indifferenti, ma dall’altro possono rappresentare un vero e proprio rischio poiché possono indurci a commettere degli errori alcuni dei quali potrebbero rivelarsi tragici.
A quanti di noi per esempio è capitato di imboccare per errore la strada verso il lavoro mentre magari in quella circostanza dovevamo andare da un’altra parte ed eravamo in sovra pensiero? Oppure ritrovarci a fare in modo del tutto distratto delle azioni quotidiane come preparare il caffè la mattina, magari lasciandolo poi lì in cucina senza neanche prenderlo? Poi ad un tratto ci “risvegliamo” improvvisamente accorgendoci di avere sbagliato qualcosa e attribuiamo la causa del nostro errore al sovraccarico di cose da fare, con frasi del tipo “per ora non ci sto proprio con la testa” oppure “sono proprio esaurito/a”.
Ecco, come possono verificarsi questi semplici episodi che non hanno nessuna conseguenza grave, così gli automatismi possono indurci a commettere errori tragici come quelli dell’abbandono di un bambino in macchina.
Il fenomeno si chiama  amnesia dissociativa, una sorta di vuoto di memoria che porta alla sconnessione delle funzioni della coscienza dalla memoria; “distrazioni” insomma, quasi banali ma dall’esito drammatico.
Immaginiamo ad esempio un papà o una mamma che in un giorno di particolare stanchezza, o magari di particolare caldo, mette il proprio bambino in auto per fare ciò che fa da mesi e cioè andare a lavoro o a fare la spesa. Può accadere che nel solito tragitto venga meno un passaggio, ad esempio quello di lasciare il bambino all’asilo o dai nonni o in qualsiasi altro posto e la mente del genitore, in quel momento non registra che si sta saltando un passaggio, quindi cancella completamente il fatto che in quel tragitto manchi qualcosa. Così si arriva a lavoro o alla meta prestabilita, si spegne la macchina, si esce e si chiude. In questo meccanismo interviene il cosiddetto “falso ricordo” cioè la convinzione di aver fatto una certa azione perché è stata fatta ieri, l’altro ieri, il giorno precedente, per cui la mamma o il papà sono convinti di aver lasciato il loro bambino nel luogo in cui lo lasciano ogni giorno o abitualmente, prima di andare a lavoro oppure a sbrigare commissioni. Nella loro mente il passaggio del “lasciare il bambino da…” è stato già fatto. Un banale disturbo del funzionamento del cervello dagli effetti tragici.
Poiché si tratta appunto di una sorta di blackout temporaneo della mente non è possibile prevenire queste dimenticanze che possono dipendere da infiniti fattori quali per esempio intenso stress, stanchezza fisica e mentale, mancanza di sonno, temperature elevate, irritabilità ecc… tuttavia è possibile prendere dei piccoli accorgimenti che potrebbero fare la differenza, come ad esempio lasciare qualche oggetto indispensabile, come chiavi o cellulare, accanto al seggiolino oppure mantenersi in contatto con il coniuge, il nonno o chiunque sia deputato a tenere il bambino e da adesso munirsi di seggiolino anti-abbandono.
Piccoli gesti che possono salvare una vita.
Valentina Parrino
Psicologa, Specialista in Tecniche del Rilassamento
Per ulteriori info, approfondimenti o curiosità potete scrivermi al seguente indirizzo: valyparrino@gmail.com
 

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