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Sicilia

Ragusa trovata sulla spiaggia cocaina pura, valore 11 milioni di euro

22 Dicembre 2021 16:16, di Laura Spanò
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Si potevano ricavare 160 mila dosi

Sequestrata dalla Guardia di finanza di Ragusa oltre 30 chili di cocaina purissima del valore al dettaglio di oltre 11 milioni di euro. La droga è stata ritrovata in spiaggia, in località Randello, all’interno di un borsone sono stati trovati 27 panetti imballati con cellophane e scotch. Si sarebbero potute ricavare 160 mila dosi per un giro d’affari stimato in oltre 11 milioni di euro.

Indagini sono in corso per capire da dove provenga lo stupefacente e soprattutto a chi era destinato un carico così importante di cocaina. Bisognerà capire se arrivava da qualche "cartello" sudamericano, o dalla vicina Africa. Capire se era destinato a qualche organizzazione criminale siciliana o della 'ndragheta calabrese. O se invece era destinata a risalire lo stivale.

Fino ad oggi infatti

su molte spiagge siciliane e trapanesi in particolare, erano stati trovati panetti di hashish. Oltre 300, i chili di hashish rinvenuti e posti sottosequestro carichi trasportati da qualche “nave madre”. Sappiamo infatti, che da tempo la droga viaggia su rotte commerciali, le cosiddette “autostrade del mare” piene di navi che trasportano centinaia di tonnellate di hashish. Si parla di un giro da 200-400 milioni di euro a viaggio.

Sulla rotta dell'hashish

Da tempo la Guardia di Finanza ha sguinzagliato gruppi territoriali e speciali, come Goa e Scico, per intercettare i trafficanti. Il punto di raccolta e partenza dell’hashish sarebbe stato individuato sulle coste del Nord Africa, si parla del Marocco. È lì che organizzazioni criminali di siriani e libanesi fanno partire imponenti spedizioni su cargo che abitualmente frequentano, legalmente, le rotte commerciali.È proprio per questo che le navi sono più difficili da intercettare.

La destinazione

varia a seconda dell'acquirente che può essere unico o avere più soci. Dopo aver attraversato lo stretto di Gibilterra il cargo con l’hashish confezionato in pacchi, come quelli rinvenuti fino ad oggi, inizia ad effettuare le prime consegne in mare. Spesso accade che per sfuggire agli interventi delle forze dell'ordine dotati di apparecchiature molto sofisticate, queste “navi madre” mutuando la tecnica usata dai trafficanti di immigrati clandestini, trasbordi parte del carico su pescherecci o natanti di media dimensione, che raggiungono le coste di Spagna, Italia e Francia.

In Italia,

è la Sicilia, la costa trapanese, in particolare il tratto compreso fra Selinunte, Tre Fontane, Torretta Granitola, Mazara e Marsala, il punto nevralgico scelto per i traffici di droga, e lo dimostrano le centinaia di operazioni portate a termine in questi ultimi anni. Non è escluso che dietro questi traffici così remunerativi ci sia anche il placet della mafia trapanese che da quando è retta dalla primula rossa di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, ha sempre avuto fiuto per tutto ciò che fa guadagnare. Del resto in Sicilia chi potrebbe fornire manovalanza allo smistamento dei “pacchi” se non la criminalità organizzata.

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